Meissen: il duomo gotico sopra il vigneto

La strada dei vini di Sassonia corre lungo l’Elba. Il castello settecentesco del Conte di Wacherbarth e il casino di caccia Hoflössnitz a Redebeul. Le degustazioni del Goldriesling autoctono e del Traminer non aromatizzato. Finale al Birrificio Schwerter di Meissen

Testo e foto: Paolo Gianfelici

Tim Strasser, Cantina Rothes Gut Meissen,

Tim Strasser, Cantina Rothes Gut Meissen

Meissen – Tim Strasser, il proprietario della cantina Rothes Gut Meissen, stacca qualche acino d’uva e lo assaggia: “A breve dovremo vendemmiare la bianca”. Poi fa un secondo test sul grappolo di un altro filare e ci ripensa: “Meglio aspettare”. Siamo nel cuore dei vigneti più a Nord-Est d’Europa. I tempi di maturazione del frutto sono lunghi e incerti a queste latitudini.

A valle sullo skyline, spuntano sopra le viti i due campanili del duomo gotico di Meissen. Sembrano molto lontani. In realtà ho impiegato solo mezz’ora a piedi dalla città per salire su questa collina. In Germania spesso la linea che separa la vita cittadina da quella di campagna è netta. Sono sceso da un marciapiede, ho attraversato una strada e mi sono trovato a camminare su un ampio sentiero erboso, tra vigne e campi coltivati.

Gli edifici di pietra della cantina Rothes Gut Meissen hanno centinaia d’anni, compresa una casetta più piccola di quella dei Sette Nani. Assaggio i bianchi Goldriesling e Grauburgunder, sono freschi e delicati. E poi il Traminer non aromatico, una rarità, perché la sua uva è poco coltivata in Europa, solo in Alsazia, in Alto Adige e qui in Sassonia. E’ più morbido del Gewűrztraminer (quello aromatico) e va bevuto non troppo fresco, a 11-12 gradi per apprezzarne la rotondità.

Seguendo la strada dei vini di Sassonia (creata 27 anni fa e lunga 55 chilometri che costeggiano la riva destra dell’Elba) sono andato a Radebeul. L’azienda Weingut Hoflössnitz si estende sulle colline molto ripide, terrazzate e sostenute da antichi muretti. Ho assaggio i bianchi: prima un uvaggio di Riesling, Johanniter e Solaris, poi un ottimo Cabernet Blanc, dal gusto erbaceo e di peperoncino verde, con una rilevante acidità.

Non lontano da questa azienda, sempre a Radebeul, mi sono spostato nella cantina più famosa della Sassonia, lo Schloss (Castello) Wackerbarth. Lo Schloss ha fama di custodire le migliori bottiglie di Sassonia. Il luogo è bello ed insolito. Il Conte di Wacherbarth fece costruire nel Settecento un edificio dalle linee eleganti, circondato da una natura armoniosa, per vivere “Sans souci”, immerso in un’atmosfera mediterranea. Il suo progetto, perfettamente riuscito, sia da un punto di vista estetico che enologico, trecento anni dopo è sempre attuale.

Radebeul

Radebeul

Far crescere l’uva al 51° parallelo non è semplice, soprattutto in certe annate. Produrre degli ottimi vini è ancora più difficile. Ho assaggiato dei bianchi eccellenti, freschi, delicati. Il Goldriesling si fa con una qualità d’uva che si trova solo in Sassonia. Secco, con un corpo deciso ha un aroma che ricorda le albicocche. Il Müller-Thurgau, fruttato con sentori di pesca e di pompelmo, più amabile del precedente, con delicati toni moscati. Il Riesling Kabinett dal gusto minerale sembra avere assorbito tutti gli elementi del terreno delle pittoresche colline di Radebuel. Un ottimo spumante classico è servito prima della cena a base di bruschetta con zucca, rosmarino e crema di latte, pesce di fiume in guazzetto con erbe aromatiche e rape rosse.

A questo punto il programma della serata prevedeva una visita con degustazione nel birrificio Schwerter di Meissen, il più antico di Sassonia, regione famosa per le sue birre dense, non pastorizzate e ben luppolate. Ma, poiché, come si dice in tedesco, “Bier auf Wein, lass das sein… “ (la birra dopo il vino? Meglio lasciar perdere) ho rimandato tutto al giorno dopo.
Il mastrobirraio Bernd Heitmann mi accoglie con un fiume di parole e trabocca passione per il suo mestiere…. come da un boccale di birra. Le sue ottime Pils, Bennator Bock e tante altre sono però poco gassate, hanno una schiuma densa e non traboccante. Sono servite fresche, mai gelate. Posso così degustare a pieno il sapore del malto, il gusto amaro-erbaceo del luppolo, tutti ingredienti a chilometro zero. Ho la sensazione gradevole di bere una birra viva, dinamica, completamente diversa da una birra pastorizzata, ferma.
Il percorso lunga la strada dei vini di Sassonia si è così concluso paradossalmente (ma piacevolmente) in una birreria.

Informazioni utili:

Ente del turismo del territorio Elbland Sassone
www.elbland.de

Ente del turismo di Dresda
(Dresden Marketing)
www.marketing.dresden.de

Le Cantine:
Weinkellerei Tim Strasser – Rothes Gut Meissen
Meissen
www.rothesgut.de

Weingut Hoflössnitz
Radebeul
www.hofloessnitz.de

Schloss Wackerbarth
Radebeul
www.schloss-wackerbarth.de

Il birrificio
Schwerter Brauerei

Meissen
 www.privatbrauerei-schwerter.de

 

 

Pubblicato il 11-10-2018

Categorie: Racconti di viaggio | Tags: , ,

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