Il bello e il buono di Dresda

Un soggiorno nella città della Sassonia per scoprire le tradizioni vinicole delle terre dell’Elba e i tesori che raccontano epoche in cui mangiare era un’arte

Testo e foto: Elvira D’Ippoliti

Dresda – La copia dei due quadri che rappresentano Adamo ed Eva di Lucas Cranach introducono i visitatori nella sezione del museo nel Residenzschloss di Dresda che contiene una notevole collezione di oggetti da lavoro campestre datati intorno al 1600. Nelle vetrine fanno mostra di sé cesoie, rastrelli e badili che il principe elettore Augusto ha messo da parte per i posteri. Dopo averli usati, magari con la sua consorte, durante alcuni lavori in giardino. Il legame della città di Dresda con la natura è favorito dalla sua splendida posizione sulle rive dell’Elba. La vista spazia oltre alle costruzioni in arenaria verso una sorta di infinito di verde e placida natura che ha favorito in questa terra, la Elbland, la produzione di vino già a partire dal dodicesimo secolo. Dopo la collezione di attrezzi nello stesso museo si è rapiti dalla fantasia espressa in una lunga serie di oggetti di uso per così dire comune che racchiudono in sé tanta e tale bellezza ed eccentricità da essere pezzi unici. Difficile bere realmente da una coppa realizzata con una perlacea conchiglia Nautilus o ancora servire il tè in tazzine collocate su una specie di palco dove tutto il necessario per gustare bevande calde è assemblato in un trionfo di porcellane finissime, argenti e ori. Il tutto si trova insieme a molti altri oggetti nella cosiddetta “volta verde”, quella nuova e quella storica, “Neues- und Historisches Grünes Gewölbe”.

Per noi chi è abituato a uno stile di vita informale può sembrare assurdo che un regnante tenesse in così alto conto collezionare oggetti così importanti dal punto di vista del valore, ma una gita nella vicina cittadina di Meißen e nello specifico nella sua famosa fabbrica di porcellana, ci mette in contatto diretto con una realtà dove il costo altissimo dei manufatti e il consumo di cibo sono ancora strettamente legati. Meglio non chiedersi quanto possono valere tazzine, teiere, caffettiere e cioccolatiere dalle quali si servono e nelle quali si gustano tre bevande – tè, caffè e cioccolato appunto – che da sempre sono considerate di lusso. La Meißen organizza delle degustazioni durante le quali si racconta la storia delle tre liquide delizie collegate alla realizzazione dei suoi capolavori da tavola. Durante la produzione, gli artigiani-artisti lavorano a mano ogni singolo pezzo e ne dipingono tutti i particolari. Il museo entra nella vita di tutti i giorni e mentre a Meißen ci si delizia ad accompagnare le bevande con un trionfo di torte e dolcetti apparecchiati in bella vista su piatti di porcellana, si apprende che per comodità la tazza del cioccolato caldo un tempo era collocata su un piattino provvisto di una sorta di griglia che permetteva a chi gustava la bevanda degli dei di mattina e nel letto di sorbirla senza che la tazzina stessa potesse scivolare via dal piatto. Questa ingegnosa, piccola comodità la si vede nel quadro “La bella cioccolataia” di Jean-Etienne Liotard esposto nella Gemäldegalerie di Dresda.

Il bello di Dresda lo si trova dunque ancora nel piatto e nel bicchiere e nell’atmosfera incantata dei luoghi dove è possibile mangiare. All’ultimo piano dell’Hotel Innside si trova il Twist Design Cocktails & Lounge. Al di là della grande vetrata ecco la cupola a forma di campana della Frauenkirche, la chiesa principale di Dresda la cui ricostruzione è stata terminata nel 2005 dopo 13 anni di lavori. Solo una parte del rudere annerito dalla tempesta di bombe che è stata fatta cadere sulla città nel 1945 era rimasta a futura memoria. La bellezza della cupola illuminata vista dalla vetrata sulla quale si riflette a sua volta la luce rossa che illumina il bar aggiungono a ogni drink un tocco di indimenticabile spettacolarità.

La Sächsische Vinothek è un piccolo locale proprio dietro l’angolo del palazzo dove si trova l’hotel. Qui una gentile signora introduce gli ospiti nel mondo dei vini sassoni. Prodotti con un attaccamento quasi eroico al lavoro viste le condizioni meteorologiche e la latitudine non propriamente favorevoli alla viticoltura. Sono soprattutto vini bianchi che riescono a racchiudere nel bicchiere la bellezza delle vigne che li generano magari affacciate come quelle sopra Meißen sul panorama delle piccola città dominata dalle guglie gotiche del duomo.

Prima di lasciare Dresda si può fare il pieno di sensazioni all’interno della Frauenkirche assistendo a un concerto (quello domenicale è abbinato alla breve predica del pastore protestante) L’enorme organo sviluppa tutta la sua potenza di note con la musica di Georg Philipp Telemann: le statue e i fregi d’oro dell’altare barocco sembrano scomporsi davanti agli occhi degli spettatori in forme sempre più armoniose e poi la mente vola al di là delle pareti, verso quella terra bagnata dal fiume che racconta nel vento le sue storie, imprime i ricordi con la sua bellezza e lascia la nostalgia di tornare a rimirarla il prima possibile.

Informazioni utili:

Dresden Marketing  – Ente del turismo di Dresda 
www.marketing.dresden.de

Ente del turismo del territorio Elbland Sassone
www.elbland.de
www.saechsische-vinothek.de

www.frauenkirche-dresden.de

www.meissen.com/de

 

Pubblicato il 12-10-2017

Categorie: Racconti di viaggio | Tags: , ,

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