Würzburg: le nuvole sopra i Quattro Continenti di Tiepolo

L’incanto della città bavarese: la Residenz del principe vescovo, affrescata dal grande pittore veneziano. I sentieri per arrivare alla Fortezza di Marienberg circondata da boschi e vigneti

Testo e foto: Paolo Gianfelici

Würzburg

Würzburg

Würzburg, i giardini della Residenz

Würzburg, i giardini della Residenz

Würzburg – Le nubi scorrono veloci e ombreggiano l’arioso panorama ricco di vigneti, al cui centro si culla la città, con i campanili aguzzi e le cupole barocche. Per salire sulla collina, si attraversa l’antico ponte di pietra sul Meno.  La meta è una gigantesca costruzione dall’aspetto minaccioso: la fortezza di Marienberg. Per arrivarci si segue un sentiero, dove gli uccelli cantano tra gli ippocastani del bosco. Dall’alto la città è perfetta armonia: una fascia di vigneti a forma di ferro di cavallo la abbraccia. Le nubi continuano a rincorrersi nel cielo, smorzando i colori accesi del campanile della Marienkapelle o l’ocra del duomo di St. Kilian.

Le mura che delimitano Marienberg ne sottolineano la forza militare, mentre l’interno con “pennellate” rinascimentali e barocche è un godimento per gli occhi. La torre centrale racconta inquietanti storie di prigionieri e il pozzo antistante profondo 105 metri lascia con il fiato sospeso, mentre si aspetta che la moneta gettata al suo interno raggiunga finalmente l’acqua con un lieve tonfo. Per scendere verso città, in alternativa alla strada nel bosco, si può percorrere il sentiero tra i vigneti dello Schlossberg.

Nel 1719, Johan Philipp Franz von Schönborn, appena eletto principe vescovo, decide di affidare il progetto della sua residenza ad un giovane ed ancora inesperto architetto, Balthasar Neumann. I lavori di questa visione barocca durano 25 anni e a lavorare alla sua decorazione saranno in tanti. Anche, o soprattutto, il maestro più “in voga” al momento: Giovanni Battista Tiepolo. La superficie della volta da “coprire” è immensa: circa 700 metri quadri sopra l’imponente scalinata. Tiepolo, forse ispirato dal rincorrersi delle nubi che si ammirano dalla fortezza di Marienberg, “riempie” la parte centrale con una soffice interpretazione del cielo e nuvole di tanti tenui colori, mentre per i quattro lati del “rettangolo” si affida a un’illustrazione dei quattro continenti, dove l’Europa, con tanto di ritratto del vescovo principe, la fa da “civilizzata” padrona, mentre Africa, Asia e America, tra coccodrilli, elefanti e cammelli, sono le “selvagge” sorelle minori.

Würzburg

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Marienberg

Marienberg

Di stanza in stanza nella Residenz si passa anche di opulenza in opulenza. Ogni ambiente è riccamente decorato e all’apice della grandiosità c’è la sala degli specchi. Il giardino che circonda l’edificio è un’oasi fiorita di tranquillità. Sul lato destro rispetto all’ingresso principale, si trova la Hofkirche (chiesa di corte), un trionfo barocco in cui un sapiente uso della luce fa sembrare illuminato anche un lato privo di finestre.

Würzburg attende i turisti con il suo aspetto di città moderna e tradizionale al tempo stesso. Un plastico custodito all’ingresso del municipio testimonia lo stato in cui la ridusse un’incursione aerea poche settimane prima della fine della guerra (16 marzo 1945). Oltre alle bombe dirompenti ed incendiarie, con lo scopo evidente di far bruciare vivi gli abitanti della città, vennero lanciate alcune centinaia di barili di benzina, che incendiarono gran parte dei quartieri. Del duomo di St. Kilian si è “salvato” l’esterno e alcuni stucchi barocchi nel transetto e nel coro. Una passeggiata per le strade del centro è una gradevole scoperta di particolari che testimoniano, nonostante tutto, l’antico.

Poi dalla strada principale si arriva all’intatto Ponte Vecchio sul Meno. Le statue sono alternate da lanterne che di sera ne accrescono il fascino. Si passa di figura in figura e ogni tanto ci si affaccia a guardare in giù verso il fiume. Una volta arrivati dall’altra parte, ci si volge a guardare di nuovo l’armonioso insieme della città e dopo una giornate di passeggiate e di scoperte ricche di storia ed arte, ci si ferma in un ristorante che un po’ la sintesi di tutta Würzburg: tradizionale, a stretto contatto con il fiume sia per la sua posizione che dal punto di vista culinario, con una vasta e buona scelta di vini della regione e, non ultimo, una vista idilliaca sulle acque impetuose e la maestosità di Marienberg.

Nella Alte Mainmühle (il vecchio mulino sul Meno) la serata mantiene tutte le promesse. I vini sono eccellenti e il pesce di fiume, cucinato secondo una ricetta segreta, che la cameriera si rifiuta di svelare, è un piatto che rimane impresso nella memoria. Würzburg, avvolta nel manto della sera, sembra strizzare l’occhio al visitatore: continua a dare l’impressione di essere una città ricca di sorprese. C’è da crederle.

Informazioni utili:  www.wuerzburg.de
Ristorante Alte Mainmühle     www.Alte-Mainmuehle.de

Pubblicato il 25-02-2020

Categorie: Racconti di viaggio | Tags: , , ,

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