La magia del foliage d’autunno sulle rive del Lago di Lugano

Morcote, uno dei villaggi più belli della Svizzera. Lo scenario unico dalla scalinata di 410 gradini che sale sulla montagna tra palme, pini e cipressi

Testo e foto: Paolo Gianfelici

Morcote-TiDPress (2)Morcote – La grande terrazza del Swiss Hotel Diamond a Vico Morcote è un ottimo punto di osservazione sul Lago di Lugano nella splendida mattinata d’autunno. Il sole brilla sopra le montagne e proietta mille riflessi sull’acqua. L’aria è tersa, il cielo azzurro leggermente striato dalle nuvole. Capisco perché il Ticino è un mito “mediterraneo” per i tedeschi. Noi italiani, invece, qui siamo alle porte di casa: la provincia di Varese è visibile a occhio nudo in fondo, sull’altra sponda del Ceresio, come lo chiamano ancora da queste parti.

Lungo la riva si intravedono le prime case di Morcote, eletto “il più bel villaggio svizzero del 2016 ” dagli spettatori della Radiotelevisione pubblica svizzera e dai lettori di importanti riviste. La strada che porta dal Comune di Vico Morcote a quello separato di Morcote non è più lunga di tre chilometri. I campanilismi sono molto forti anche qui e ogni paesino vuole mantenere la propria indipendenza, ma Morcote ha una identità spiccata e merita di restare a sé. Nei boschetti sulla scarpata tra la strada e il lago spiccano più in basso, tra le alte palme, i colori gialli, rossi e ruggine del foliage. Arrivo nella “Piazza Granda” (i toponimi qui sono scritti in ticinese). Davanti a un palazzo signorile con i portici, la facciata decorata da bassorilievi, un cartello avvisa i visitatori provenienti dal lago che sono arrivati nella Confederazione Elvetica e che quello è l’unico di punto di approdo consentito. Il paese è molto frequentato in primavera-estate e offre ospitalità nei piccoli alberghi con le belle facciate fine Ottocento. Adesso che non c’è in giro quasi nessuno, immagino di trovarmi immerso nella quiete fuori stagione di una località di villeggiatura della Bella Epoque.

Fotoracconto: Sinfonia d’autunno a Morcote

Ma Morcote, prima di trasformarsi in una località di vacanze è stato un villaggio di pescatori e un luogo della spiritualità. La “Scarinada Giacomo Rossi” di 410 scalini costruita nel Settecento si inerpica tra pini e palme sulla montagna che domina il paese. In un’edicola è rappresentata la Natività: la Madonna sembra una donna del luogo, San Giuseppe un falegname decrepito, Gesù Bambino ha gli occhi trasparenti di un nordico, una giovane suona curiosamente il violino davanti alla Sacra Famiglia. La salita prosegue e il panorama dall’alto diventa sempre più bello. Alcuni cipressi altissimi e con le chiome molto sottili sono le quinte di uno scenario impareggiabile, di una sinfonia di linee e colori.

La chiesa rinascimentale di Santa Maria del Sasso, costruita su uno sperone di pietra, custodisce preziosi affreschi. Entro per visitarla e assisto ad una lezione di tecnica di restauro con un’insegnante e quattro studenti all’opera sopra i ponteggi. Ancora scale lungo il “sentée dal campanin” e arrivo fino alla base della torre campanaria.

Purtroppo mi manca il tempo di proseguire ancora più in alto fino al Castello. Posso solo intravedere dal basso le mura della fortezza dei Visconti, circondata da vigneti e uliveti. Ritorno a piedi verso Vico Morcote, riempendo gli occhi con i colori e le forme del foliage autunnale e con un forte desiderio di ritornare.


Informazioni utili:
Swiss Diamond Hotel
Vico Morcote
www.swissdiamondhotel.com

Svizzera
www.svizzeraturismo.ch

Morcote
www.morcoteturismo.ch
www.morcote.ch

Lugano e Ticino
www.luganoturismo.ch
www.ticino.ch

Pubblicato il 20-11-2018

Categorie: Racconti di viaggio | Tags: , ,

Riproduzione riservata © Copyright TidPress per Terre d’Europa.
Video Racconti
Foto racconti







Regioni d’Europa