I colori di Zurigo in ottobre

Giallo, arancione, rosso e oro sono le tinte delle foglie nei parchi e nei boschi sopra la città. In cinque minuti a piedi, tra cespugli di rose canine si arriva al Lindenhof, il parco di tigli, terrazza sul fiume e sul lago. In venti minuti di tram si raggiungono le montagne di Zuerichberg e Uetliberg

Testi e foto: Paolo Gianfelici

Zurigo-Foto-Paolo-Gianfelici (4)Zurigo-Foto-Paolo-Gianfelici (3)Zurigo – In autunno i giardini e i boschi che circondano la città si colorano velocemente con mille sfumature del giallo e del rosso. Il Lindenhof, la corte dei tigli, è un antico piccolo parco sopra una collina, nel cuore dell’Altstadt. Anche chi ha poco tempo a disposizione non deve mancare di visitarlo.Si arriva dalla Stazione Centrale in cinque minuti, salendo per stradine e scale, tra cespugli di rose canine. È una terrazza sulla città, sul fiume e sul lago. Da quassù si abbraccia con lo sguardo la piccola e nello stesso tempo grande metropoli svizzera: il fiume Limat, il lago, i campanili delle chiese, i palazzi e l’antico quartiere di Niederdorfer.

Di fianco alla Stazione Centrale, un palazzo dalle linee neogotiche, il Museo Nazionale Svizzero, ospita le collezioni che illustrano la storia e la cultura del Paese dalla Preistoria ai giorni nostri. Il parco di platani dietro al museo è ricoperto da uno spesso strato di foglie marrone e gialle. Incrocio un gruppo di persone che impugnano la reflex. E’ proprio il luogo adatto per una lezione di fotografia. Arrivo fino alla punta della piccola penisola, dove il Sihl si getta nel Limat. Entrambi i fiumi escono dal vicinissimo lago. L’acqua è il primo elemento della fisonomia e della vita della città. Il secondo sono le montagne. Sullo skyline si vedono le Alpi con le cime coperte di neve, ma proprio sopra i quartieri centrali della città sono raggiungibili a poche fermate di tram Zuerichberg e Uetliberg ricoperte di boschi che in autunno sono un tripudio di colori.

Zurigo-Foto-Paolo-Gianfelici (1)Zurigo-Foto-Paolo-Gianfelici (2)Basta alzare gli occhi dal lungofiume per vedere Zuerichberg (la montagna di Zurigo). Si sale a Central sul numero tram numero 6 e si scende al capolinea dopo venti minuti tra campi, frutteti e boschi fittissimi. Il vento mi sospinge verso un tipico albergo svizzero di un secolo fa: i tetti molto spioventi e le pareti esterne rivestite di mattoni laccati con dei motivi rossi. Da sopra si vede il lago. Gli zurighesi in ogni stagione arrivano qui a praticare trekking, mountain bike, percorsi vita con attrezzi fissi o riposanti passeggiate per osservare la flora e gli uccelli. Dopo mezz’ora di cammino a piedi da Zurichberg si passa ad Adlisberg, la montagna attigua, leggermente più alta, ricoperta di prati. L’atmosfera è quella dell’alpeggio. Edifici rurali, stalle, bovini neri e senza corna della razza Galloway al pascolo.
C’è anche una via diretta per arrivare quassù. Una funicolare (Die Dolderbahn) collega in pochi minuti il centro della città (Römerhof) a questi luoghi (Waldhaus Dolder e poi un breve tratto a piedi). E’ incredibile. In pochi attimi si passa dall’ambiente metropolitano a quello alpino.

In venti minuti su rotaia si è in cima all’Uetliberg, un’altra montagna di città. I passeggeri siedono tranquilli sul velluto, mentre il treno affronta la salita. All’inizio è solo una dolce pendenza. Poi il locomotore comincia ad annunciare con un fischio il suo transito e i finestrini incorniciano soltanto i boschi.  Al capolinea si prosegue a piedi. Il sentiero si inerpica. E, forse perché l’altitudine avvicina al cielo, questo percorso si chiama “Cammino dei pianeti”. Sotto la città, prossima, ma nello stesso tempo remota.

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Pubblicato il 13-10-2019

Categorie: Racconti di viaggio | Tags: ,

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