Gli anni d’oro di Norimberga: il Medioevo

Il Kaiserburg e i simboli mistici del Sacro Romano Impero. Le torri e i campanili gotici al tramonto dai giardini del castello. Nel labirinto medievale dei depositi sotterranei della birra

Testo e foto: Paolo Gianfelici

DSC_3612.CNorimberga – I tetti delle case medievali sono altissimi e spioventi. Ho contato in un palazzo fino a cinque livelli di abbaini. A volte è più alto il tetto di quello che c’è sotto. Pensavo fosse una tecnica per far resistere meglio le costruzioni alle nevicate del Nord. Non è così. Nei giganteschi sottotetti un tempo si custodivano le merci, per metterle al riparo dai topi…e dai ladri. Erano le casseforti dei mercanti di Norimberga, le cui ricchezze, dai tempi del Medioevo, erano proverbiali in Europa e in Oriente.

“La città libera” di Norimberga era il centro del mondo tedesco medievale. Qui fu costruita su un’altura il Kaiserburg, la fortezza imperiale, dove furono custodite per centinaia di anni le insegne del Sacro Romano Impero, i sacri simboli del potere (la corona, la spada, la lancia sacra e tutti i reliquiari) che oggi si trovano a Vienna nell’Hofburg. Il Kaiserburg emana un fascino singolare. All’esterno è una fortezza come le altre con i bastioni, le torri, gli edifici per gli alloggiamenti, le stalle, i granai. Quando entri capti subito un’aura mistica. Soprattutto nella Cappella Palatina. Un percorso per i visitatori guida attraverso gli appartamenti del Kaiser, la sala del trono, la sala dei cavalieri. Le copie di quadri famosi e dei sacri simboli aiutano a capire mille anni di storia. Ma l’atmosfera all’interno della fortezza resta cupa, tetra.

Il pomeriggio è bello e luminoso. Esco a passeggere nei giardini del castello. Mi fermo in cima a un colle verde. Si chiama Am Ölberg. Accarezzo con lo sguardo la bella città medievale al tramonto, le mura, le torri, i campanili gotici e le chiese di San Sebaldo e San Lorenzo. Più in là verso Sud, i quartieri della città moderna. In fondo, molto lontano, un gigantesco e brutto edificio pretende di evocare il Colosseo. E’ la Kongresshalle (Sala dei Congressi), nella zona della città dove si svolgevano le parate hitleriane. I nazisti nella loro ignoranza esoterica e pseudo-mistica avevano arbitrariamente adottato i simboli medievali del Kaiserburg, anzi l’intera città di Norimberga, associandola al loro destino nefasto.

Scendendo dalla Fortezza Imperiale fino al monumento di Albrecht Dürer arrivo ai Felsengänge. Una porticina nascosta, sul cortile della Bräustűberl Hausbrauerei Altstadthof, conduce a quattro piani sotterranei: i depositi medievali della birra. E’ una superficie immensa, un dedalo di gallerie, archi, cancelli, dove senza guida e torcia elettrica ci si perde di sicuro. Un’esperienza che può fare solo chi non soffre di claustrofobia. Un gruppo di una ventina di persone attende il via con il casco da minatore in testa. Mi aggrego. Sotto terra è buio pesto. Gli ambienti sembrano completamente vuoti.
Il flash della reflex illumina un cancello sbarrato che custodisce tanti boccioni pieni. E’ lo Schnaps, l’acquavite tedesca.

Informazioni utili:

Gli appassionati del mondo underground devono assolutamente visitare le prigioni medievali (Lochgefängnisse), nei sottosuoli dell’antico municipio. Le celle sono piccole, buie, senza aria. Un’atmosfera da incubo. Accentuata dall’esposizione degli orrendi strumenti di tortura usati per far confessare i prigionieri. Paradossalmente il carcere sotterraneo si trova a poche decine di metri dalla Fontana Bella che offre una stupefacente visione dorata (anche letteralmente) della vita e dei personaggi della città medievale.

Pubblicato il 19-10-2017

Categorie: Racconti di viaggio | Tags: , ,

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