Terre d'Europa

L’emozione della Pasqua in Carinzia – il lago di Millstatt

L’antico telo quaresimale nella chiesa del convento benedettino. Un favoloso punto panoramico sul lago: la cappella con la crocefissione di Cristo. La tipica “merenda pasquale” carinziana nella fattoria biologia della famiglia Unterwalcher

L’emozione della Pasqua in Carinzia – il lago di Millstatt

Testo e foto: Elvira D’Ippoliti

Millstatt – La Pasqua in Carinzia sul lago di Millstatt (Millstätter See) ha i colori della serenità. Al verde dei boschi e al blu profondo dell’acqua si aggiungono le tante decorazioni che abbelliscono strade e negozi. Anche il telo quaresimale, il Fastentuch, che copre dal Mercoledì delle Ceneri l’altare maggiore della chiesa dell’ex-convento benedettino è colorato. I suoi 41 riquadri descrivono sul gigantesco telo di lino (8,80 X 5,85 m) 12 scene del Vecchio Testamento e 29 del Nuovo. È un telo quaresimale molto antico dipinto nel 1593 che invita alla preghiera e alla riflessione, mentre si osservano le rappresentazioni che vanno dalla Creazione al Giudizio universale . Millstatt in primavera è una vera fonte di bellezza e tranquillità. Entro nel grande complesso dell’abbazia e respiro una calma antica la stessa che si gode l’enorme tiglio al centro del cortile che ha smesso di contare i suoi anni. Dal pomeriggio del12 aprile il cortile ospiterà il primo mercatino dedicato ai prodotti gastronomici locali come il pane, il prosciutto, le erbe aromatiche, il vino, le uova, il pesce e la birra: un’occasione ghiotta per fare acquisti prima di Pasqua e organizzare una tipica merenda carinziana e gustare tutta la bontà di questi prodotti coltivati nel pieno rispetto della natura. 

Sulla facciata della chiesa, dove un tempo c’era un affresco dell’ultimo giudizio che è stato spostato all’interno, sono rimasti i tratti scuri dello schizzo che il pittore ha inciso nel muro prima di colorare l’intonaco. Mi sembra una sintesi di questo angolo di mondo che con pochi segni leggeri invita a scoprire tutti i suoi tesori.

Percorrendo le strade che salgono a Obermillstatt mi allontano dal lago ma solo per poterlo ammirare dall’alto. Sul Kalvarienberg si trova una cappella all’aperto con le statue che rappresentano la crocefissione di Cristo e dei due ladroni. È una costruzione molto particolare risalente al 1700 con il tetto di legno e aperta su tre lati: quello a Sud è anche un favoloso punto panoramico sul lago. Il Venerdì Santo dietro l’altare maggiore viene aperto il sepolcro di Gesù e ci si raccoglie in preghiera aspettando la Resurrezione. Poco più avanti, dall’ingresso del piccolo cimitero dove si trova la cappella, inizia il sentiero Slow Trail Zwergsee. Conduce tra gli alti fusti degli abeti che riempiono l’aria di essenze balsamiche verso punti panoramici sul lago, dove la luce del sole si trasforma in una pioggia di piccole stelle sull’acqua. È un percorso privo di difficoltà ma emozionante: un vero invito al benessere fisico e interiore.

er approfondire il tema del benessere che ci regala la natura decido di visitare la fattoria biologica Bacherhof sull’altipiano assolato che si affaccia sul lago a 1000 metri di altitudine. Anita e il marito hanno creato qui un’azienda completamente autonoma, sia dal punto di vista dell’approvvigionamento energetico che per la produzione di alcuni cibi come salumi, formaggi e pane. Mi mostrano le stanze arredate in stile Scandi di uno degli appartamenti che affittano e poi facciamo un giro nella stalla, nel piccolo mulino e nel mini-caseificio. La fattoria è molto antica ma la famiglia Unterwalcher è riuscita a creare un modello di sostenibilità più che mai attuale. Le tradizioni pasquali sono rimaste inalterate e gustiamo in anticipo una “merenda pasquale” disposta con cura su un tagliere di legno: salsiccia e prosciutto fatti in casa, uova sode, formaggio fresco condito con erbe aromatiche, il tradizionale Reindling, il dolce di pasta lievitata ripiena di uvetta, noci e cannella che a Pasqua non può mancare su una tavola carinziana e il burro ripieno di semi di papavero. È tutto squisito e l’aria pura e frizzante della campagna contribuisce a rendere i cibi ancora più gustosi. Anita ha aggiunto sul tagliere un rametto di salicone, il Palmkätzchen, che con i suoi fiori ricoperti di morbidi peli grigi sostituisce a queste latitudini il rametto d’ulivo. La tradizione vuole che una volta tornati dalla benedizione in chiesa, la famiglia faccia per tre volte il giro della casa e poi posizioni il mazzetto di salicone in giardino per assicurarsi un buon raccolto e quel po’ di fortuna che nella vita è sempre necessaria.

www.carinzia.at/

www.millstaettersee.com

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