In viaggio nella Daunia, Orsara di Puglia

Dalla “Cattedrale del Vino” di Peppe Zullo alla Grotta di San Michele nell’ex-complesso abbaziale medievale. Colori, profumi e sapori d’estate: da Orsara in Fiore” alla “Festa del Vino”

Testi e foto: Brunella Marcelli

E’ sera. Dalla tenuta di Peppe Zullo, Nuova Sala Paradiso, Orsara di Puglia appare come un presepe. Luci calde intorno ai tetti delle case. L’insieme, dalla vista privilegiata, appare armonico e rimanda ad una promessa di accoglienza. Sotto, il perfetto digradare dei vitigni della tenuta. Verde acceso. E non stupisce che Peppe Zullo, di ritorno dall’esperienza americana, abbia investito in questa terra. La tenuta è uno scrigno. Proprio sotto i vitigni, c’è il Sancta Sanctorum, la cantina. E’un luogo dove si respira sacralità.

Orsara-Foto-Brunella-Marcelli1Il borgo è in festa. Fiori e piante adornano le strade. La manifestazione “Orsara in Fiore” ha preso corpo. L’idea centrale è sempre quella eterna, di una bellezza che salva. Scegliere piante e fiori che possano durare oltre il tempo della festa. E poi prendersene cura.
Colori. Come quelli rappresentati dalle opere in mostra a Palazzo De Gregorio. L’allestimento è la fase conclusiva di un percorso. A giugno Orsara è stata il palcoscenico della quarta edizione di Colors, simposio artistico e concorso di pittura. Colorstreet ha poi lasciato il segno nelle strade, dove campeggiano murales, come l’iconiche ali d’angelo o la riproduzione del La Notte Stellata di Van Gogh. Tra i vari allestimenti, mi colpisce la mostra “Red Colors”, a cura di Bibart. E, in particolare, lasciano il segno il cuore di pietra trafitto di Damiano Bitritto e la rappresentazione di San Michele Arcangelo di Miguel Gomez che scopro essere il curatore della mostra, già art director di Bibart (Biennale internazionale di Bari).

Orsara-Foto-Brunella-Marcelli (5)Ali. Angeli. Anche Orsara ha il suo Sancta Sanctorum, un cuore sacro che pulsa, irradiando ispirazione. Tutte le tracce ci portano al centro. Stiamo parlando della Grotta Micaelica. Ricavata da un anfratto naturale, vi si accede attraverso una lunga scalinata di pietra, posta all’interno dell’ex complesso abbaziale di San Michele. Quest’ultimo sorse intorno al XII secolo su una diramazione della via Francigena del Sud che da Troia conduceva al Santuario di San Michele Arcangelo del Gargano. Dell’intero complesso, la grotta rappresenta il nucleo originale e l’antico luogo di culto. Ancora una riemersione. Questa volta dal sacro al profano.
Ma rimaniamo sul tema, fil rouge del nostro viaggio: mettere le ali e spiccare il volo. Lo facciamo grazie alla XXXII Festa del Vino: un percorso di degustazione enogastronomica di vini e cibi locali. Si parte da piazza delle Bollicine, per sostare poi alla piazza dei Bianchi con la cantina Elda. C’è poi lo spazio dedicato a “Il Tuccanese”, vitigno coltivato e vinificato soltanto ad Orsara . Concludiamo il nostro giro con i vini della cantina Peppe Zullo. E’ già notte e simbolicamente il nostro viaggio, cominciato dalla sua tenuta, si chiude.

Leggi anche: Il cuoco-contadino di Orsara di Puglia

www.comune.orsaradipuglia.fg.it
www.peppezullo.it
www.eldacantine.it
www.visitmontidauni.it

Pubblicato il 27-07-2019

Categorie: Racconti di viaggio | Tags: , ,

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