Il Piceno in primavera

La provincia di Ascoli Piceno è un immenso giardino naturale ed uno scrigno di tesori d’arte, un museo diffuso. Il giardino di ciliegi in fiore sullo sfondo dei Sibillini innevati.

Testo e foto: Paolo Gianfelici

La giornata d’aprile inizia bene al “Vecchio Gelso”. Mi affaccio alla terrazza dell’antico casale e finalmente incontro una bella giornata di sole, dopo tanta pioggia. La primavera risplende sul “Giardino delle Marche”. Sulle colline dolcemente ondulate il lavoro dell’uomo ha disegnato figure geometriche e la natura le ha colorate di verde spruzzato di giallo. Lo spettacolo è arricchito dalla colonna sonora: il fruscio del vento e il canto senza soste degli uccelli eccitati dall’aria frizzante.

Parto dal Vecchio Gelso verso Montalto delle Marche. Vicino ad un mulino fortificato del Trecento, scopro un giardino di ciliegi in fiore sullo sfondo del Monte Priore innevato. Le gemme di un vigneto sono appena aperte. Ma sul terreno, tra un filare e l’altro, la natura è già esplosa con centinaia di ranuncoli gialli.DSC_8940

La provincia di Ascoli Piceno è un immenso giardino naturale e uno scrigno di tesori d’arte, un museo diffuso. Il Polo Museale San Francesco a Montefiore dell’Aso contiene uno dei pezzi più preziosi: il polittico di Carlo Crivelli, il pittore veneziano del Quattrocento che passò gran parte della vita nelle Marche. La delicatezza dei lineamenti di Maria Maddalena è sublime. Come l’espressività popolana del volto di San Pietro. Sull’ex-abside di San Francesco sono stati dipinti alcuni episodi della vita di Cristo (molto bello l’affresco delle Nozze di Cana) dal Maestro d’Offida, l’anonimo pittore di ascendenza giottesca vissuto nel Trecento.

Montefiore è un paesino in cima ad una collina in una splendida posizione. Lo sguardo si allarga a 180 gradi: il mare sta sotto il belvedere, a qualche chilometro di distanza; nella direzione opposta, in lontananza, le vette dei Sibillini. Le dolci colline marchigiane sembrano onde increspate dal vento che partono dalla montagna e si gettano nel mare.

Il paesaggio del Piceno non è sempre dolce ed armonioso. In alcuni punti i terreni di creta color marrone chiaro sono segnati dai rivoli d’acqua che nel corso decenni e secoli hanno creato bizzarre costruzioni che assomigliano qualche vota ai castelli di sabbia o alle guglie delle cattedrali gotiche. Vicino a Ripatransone c’è un gigantesco calanco che sembra l’impronta di un demone infuriato dall’armonia perfetta uomo-natura su quel territorio. Qualche centinaio di metri oltre il caos del calanco si stagliano ordinatissimi campi coltivati, uliveti e vigneti dipinti con il pennello.

Il proprietario de Le Caniette a Ripatransone, una cantina che produce ottimi bianchi e rossi, ha avuto l’eccellente idea di creare un wine bar con vista panoramica sulle colline, fino al mare. Così, degustando un bicchiere di Passerina o di Pecorino, il vitigno autoctono che risale all’antichità romana, o del rosso Morellone è possibile immergersi con lo sguardo nei vigneti che li producono. Ma, prima di andarsene da Ripatransone, per riprendere il giro attraverso i borghi e le colline del Piceno, bisogna assolutamente visitare il centro storico del paese, il Palazzo del Podestà (1307) ed il teatro dell’Ottocento (il Piceno possiede decine di teatri storici perfettamente restauratati).DSC_8985

Dulcis in fundo: l’attraversamento del vicolo più stretto d’Italia. Per persone di normale larghezza corporea (e senza claustrofobie) il passaggio non presenta difficoltà insormontabili. Si entra tra due muri di case (con porte e finestre affacciate!) distanti 43 centimetri. Procedendo avanti il vicolo si restringe a 38 centimetri. La riuscita dell’”impresa” viene attestata su richiesta con certificazione scritta del locale ufficio turistico.

 

Info:

Azienda agricola Le Caniette
Cantina e wine bar
Ripatransone (Ascoli Piceno)
www.lecaniette.it
 
Agriturismo “Vecchio Gelso”
Ortezzano (Fermo)
www.vecchiogelso.com
Il “Vecchio gelso” è in provincia di Fermo, ma a pochi chilometri da quella di Ascoli Piceno. Del resto, percorrendo le strade del Piceno, i confini delle due provincie (Fermo è di recente istituzione) si intersecano in continuazione (come attestano i cartelli stradali con millimetrica precisione, come se si trattasse di confini di stato)
 
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Pubblicato il 01-05-2013

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