Il LAC Lugano

Lugano Arte Cultura nell’inverno 2017: mostre, concerti, teatro. Spazi dove le persone si incontrano, si scambiano opinioni ed emozioni

Testo e foto: Paolo Gianfelici

LAC-Lugano-Foto-Paolo-Gianfelici (13)copertinaLugano – Durante il mio ultimo week-end a Lugano ho passato la maggior parte del tempo al LAC. E’ stata un’esperienza ricca ed entusiasmante, tutta vissuta tra le linee architettoniche, le vetrate, le scalinate, i colori della pietra del LAC e quelli della natura che lo circonda, i giardini, i cigni, il lago e sullo sfondo le montagne. Il programma, molto intenso nell’autunno-inverno 2016-17, mi ha offerto le mostre “Riflessi sull’acqua” del pittore impressionista Paul Signac, e “Una luce senza ombre” di Antonio Calderara, la pièce “L’hotel del libero scambio” di Feydeau, un concerto libero nella hall aperto al pubblico di tutte le età (anche bambini di pochi anni silenziosi e attenti ) e domenica sera, per finire in bellezza, l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo.

Il LAC (Lugano Arte Cultura), aperto un anno fa, ha cambiato l’immagine della città, la più grande del Ticino e la terza piazza finanziaria della Svizzera. Sono stato a Lugano molte volte e sono sempre partito con la sensazione che non fosse la città a specchiarsi nel lago, ma il lago nella città. L’antico Ceresio dal disegno sinuoso, i due coni dei Monti San Salvatore e Brè, il colore verde brillante dello specchio d’acqua che diventa verde scuro sui versanti boscosi delle montagne, il cielo azzurro intenso, in breve, la scenografia della natura dominavano la città che passava in secondo piano agli occhi del visitatore. Il LAC dell’architetto Ivano Gianola, esponente della “Scuola Ticinese”, riequilibra il rapporto, è l’anello di congiunzione tra queste due realtà. Come i cigni che nuotano nel lago e volentieri passeggiano sui prati davanti al nuovo centro culturale.

Il LAC oltre ad essere uno scrigno che ospita mostre temporanee importanti, spettacoli teatrali e concerti di altissimo livello è anche un luogo di passaggio, di sosta e di incontri nell’attraversamento della città. Dove finisce la Via Nassa, tradizionale per lo shopping, inizia il nuovo percorso che ha rivoluzionato la fruibilità e il significato dei luoghi esistenti.
Sulle rotaie dell’antica funicolare che un tempo portava all’ex Hotel Bristol, gli studenti dell’Accademia di architettura dell’USI hanno realizzato 14 strutture in legno. E’ una Via Crucis, ispirata al grande affresco rinascimentale “Passione e Crocefissione” del pittore Bernadino Luini. Di fianco si visita la chiesa Santa Maria degli Angioli con la semplice facciata in pietra e il tramezzo dove il Luini ha dipinto l’affresco.

Trio epos

Trio epos

L’itinerario prosegue nel chiostro dell’ex-convento francescano, sempre aperto giorno e notte. Espropri e trasformazioni lo avevano ridotto alla depandence di un albergo, a diventare un non luogo nel centro della città. Oggi la parte antica e originale e quella contemporanea ridisegnata convivono armoniosamente, unite da un tappeto verde con un unico cipresso. Ammiro su una parete del chiostro gli antichi affreschi sulla vita di San Francesco restaurati. Sul lato opposto, in fondo ad uno stretto passaggio, spunta il lago.

Dal chiostro passo sotto gli archi e mi affaccio sul grande piazzale del LAC. La parete rivestita con il marmo del Guatemala, pietra dalle molte sfumature di verde, richiama il colore cangiante del lago. Poltrone, sedie, tavoli e tavolini, tutti bianchi, posti di lato e al centro del piazzale sono a disposizione di chiunque di giorno e di notte voglia fare una sosta, per ammirare la prospettiva del lago e delle Alpi o per commentare il concerto, la pièce teatrale a cui ha assistito o la mostra appena visitata. Nella hall si svolgono la domenica mattina dei concerti gratuiti a cui si può assistere liberamente, seduti sulle sedie o sul pavimento. Il Trio epos del Conservatorio della Svizzera italiana suona musiche di Brahms e di Debussy. Salgo in cima alla grandiosa scalinata, passando accanto agli spettatori che ascoltano in piedi le note del pianoforte, del violino e del violoncello. I tre musicisti sono in basso, lontani, ma la loro musica è nitida e calda. Come se avesse raccolto prima di arrivare alle mie orecchie le emozioni del pubblico che l’ascolta. Uno spettacolo nello spettacolo.
L’architetto del LAC Lugano è riuscito nel suo scopo: inventare e creare un luogo dove le persone si incontrano, si scambiano opinioni e impressioni vive. Dove si assiste e si partecipa nello stesso tempo ai piccoli e grandi eventi artistici della città.

LAC Lugano Arte e Cultura
www.luganolac.ch

MASI Lugano
Museo d’arte della Svizzera italiana
Nato dall’unione tra il Museo Cantonale d’Arte e il Museo d’Arte della Città di Lugano, il museo è sviluppato su tre piani LAC Lugano ospita sia la collezione permanente sia le mostre temporanee.
www.masilugano.ch

Impulse
“Impulse” è un’installazione interattiva formata da altalene luminose e sonore di grandi dimensioni che trasformano la piazza del LAC Lugano dal 3.12.2016 all’8.01.2017 in un grande spazio ludico. Il pubblico e le famiglie sono invitati ad immergersi in un gioco di luci e suoni attraverso un’esperienza creativa e divertente.

Svizzera
www.svizzeraturismo.ch

Lugano e Ticino

www.luganoturismo.ch
www.ticino.ch

Pubblicato il 05-12-2016

Categorie: Racconti di viaggio | Tags: , ,

Riproduzione riservata © Copyright TidPress per Terre d’Europa.
Video Racconti
Foto racconti







Regioni d’Europa