Le terre di Tiziano: Palazzo Fulcis a Belluno, Pieve di Cadore, la Valbelluna

La Madonna Barbarigo dall’Ermitage a Palazzo Fulcis, lo scrigno che custodisce la storia dell’arte bellunese. Pieve di Cadore: le pergamene di Tiziano nella biblioteca di pino cembro profumato . Valbelluna: il San Tiziano di Tiziano Vecellio

Testo e foto: Paolo Gianfelici

Pieve di Cadore

Pieve di Cadore

Belluno – La Madonna Barbarigo di Tiziano è l’ospite d’eccezione (fino al 1 maggio) di Palazzo Fulcis, nuova sede delle collezioni d’arte dei Musei Civici, inaugurata all’inizio del 2017. Un motivo in più per visitare questa città. Belluno è piccola, ma con una forte identità culturale. La sua posizione naturale è spettacolare: su uno sperone di roccia sopra il Piave, circondata dalle Alpi.

“L’incanto di Belluno e della sua valle è dato dall’incontro fra il mondo di Venezia con il marchio delle sue architetture inconfondibili e il mondo del Nord con le montagne misteriose, i lunghi inverni, le favole”, scriveva Dino Buzzati, nato qui e dove spesso ritornava. Nelle terre di Tiziano, a Pieve di Cadore,  s’ incontrano  città con palazzi “che sono venuti su dal mare” e villaggi con case rustiche “che sono venute giù dalle montagne”.

All’ultimo piano di Palazzo Fulcis splende la bellezza della Madonna Barbarigo, ritornata in Italia da San Pietroburgo dopo 170 anni. Fu acquistata nel 1850 dallo zar di Russia per l’Ermitage. L’opera è stata di recente restaurata e, anche se la guardi da lontano, ti emozionano subito i suoi colori intensi: l’azzurro del mantello e il rosso della veste della Madonna, l’arancione dell’abito di Maria Maddalena. Avvicinandomi all’opera, l’effetto cromatico è ancora più affascinante. Tiziano, a metà del Cinquecento, dipingeva con tocco molto libero, sovrapponendo diversi strati, più interessato alla stesura cromatica che a quella grafica. Un capolavoro assoluto, che si proiettava in avanti rispetto al suo tempo e che il restauro ha saputo rimettere in evidenza.
Accanto alla Madonna Barbarigo, altri due quadri in mostra fino a maggio: la Madonna con il Bambino e San Paolo di Tiziano, in prestito dal Szépmüvészeti Muzeum e la Madonna con il Bambino e Santa Caterina della Bottega di Tiziano (Uffizi)

Palazzo Fulcis è un edificio nel centro di Belluno, trasformato nel corso del Settecento, dalle linee sobrie ed eleganti. Il recente restauro conservativo ha messo in risalto lo sfarzo degli spazi interni: un imponente scalone e una grandiosa sala d’onore, decorazioni di stucco e fantasiosi pavimenti con motivi rococò. Deliziosa è l’alcova: il Giorno e la Notte reggono ai lati l’alcova, come fosse una scena teatrale. Sullo sfondo gli amorini sollevano un velo gioiosi.

Il museo è uno scrigno che custodisce la storia dell’arte bellunese dal Gotico internazionale tra le Dolomiti al Rinascimento, dal Barocco al Rococò, al Settecento e all’Ottocento. L’appartenenza per secoli a Venezia,la vicinanza con il Tirolo, l’Austria e la Baviera ha fatto di questa provincia una terra di transito, dove i contatti e le esperienze degli artisti si sono moltiplicate ed estese in tutta Europa. Tiziano Vecellio ne è l’esempio più splendido.
Le Dolomiti sono lo scenario di Pieve di Cadore, dove è nato, in una casa di pietra, accanto ad un bosco di pini. Le camere sono molto piccole, il freddo all’interno è pungente. La costruzione dà una impressione di forza e di solidità. Come doveva essere l’uomo, divenuto il più ricco pittore dell’epoca, il quale investì i suoi guadagni a Pieve di Cadore nella produzione del legname e nelle attività della sua bottega d’arte.

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Il palazzo della Magnifica Comunità del Cadore ha una altissima torre merlata. E’ il simbolo dell’antica autonomia e della forte identità culturale di una terra di frontiera. Qui sono conservati i documenti sulla vita di Tiziano in una biblioteca profumata dai mobili in pino cembro. L’archivista della Magnifica mostra la pergamena del diploma con cui Carlo V nominò Tiziano Vecellio Cavaliere dello Sperone d’Oro, massimo riconoscimento del Sacro Romano Impero.

Il pittore, molto impegnato a realizzare opere per le grandi corti d’Europa, seguì però sempre il lavoro della sua Bottega che operava anche nel Bellunese. Nella chiesa arcidiaconale di Pieve si trova la Madonna con il Bambino e santi, probabilmente opera del Tiziano. Nelle chiese dei paesini del Cadore si possono ammirare decine di dipinti di Cesare, Orazio, Marco, Francesco, Fabrizio Vecellio.

Più a sud della provincia di Belluno, a Lentiai in Valbelluna, nella chiesa cinquecentesca di Santa Maria Assunta, Cesare Vecellio ha dipinto un pregevole soffitto a cassettoni. La vera sorpresa si ha ammirando il polittico. San Tiziano si differenzia nettamente dalle oltre figure, per l’espressività del volto e gli effetti cromatici. E’ stato dipinto dalla mano del grande maestro.

A pochi chilometri da Lentiai c’è Mel, sempre in Valbelluna. Un paese di poche migliaia di abitanti, ma con un centro storico tra i più belli della provincia. Mi guardo intorno nella piazza principale. Ho l’impressione di essere in una città con palazzi “che sono venuti su dal mare”, come scriveva Dino Buzzati. Più tardi, imbocco la Via Carrera sotto un arco, vicino al Municipio. La strada si trasforma presto in un sentiero di campagna. Sui bordi le primule annunciano l’arrivo della primavera. Scendo fino alle rive del Piave. Mi fermo a guardare il fiume che scorre lento, davanti a un vecchio mulino di pietra abbandonato.

Informazioni utili:

Palazzo Fulcis
Musei Civici di Belluno
http://mubel.comune.belluno.it/

Magnifica Comunità di Cadore
Pieve di Cadore
www.magnificacomunitadicadore.it/cadore/

Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore
Pieve di Cadore
www.tizianovecellio.it/it/fondazione

Valbelluna
www.valbelluna.bl.it

 

Pubblicato il 02-03-2017

Categorie: Racconti di viaggio | Tags: , , ,

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