Il Giardino di Ninfa

Dal 23 maggio riprendono le visite al Giardino. L’immaginazione è la vera guida attraverso la città medievale senza tempo, circondata da cespugli colorati e profumati. Nel Parco di Pantanello, la Fondazione Caetani ha ricostruito l’ambiente naturale di cento anni fa

Testo e foto: Paolo Gianfelici

Giardino di Ninfa

Giardino di Ninfa

Il fiume Ninfa

Il fiume Ninfa

Ninfa è un luogo unico che nessun architetto dei giardini ha ideato e costruito. Il fascino e la bellezza che oggi ammiriamo è il risultato di mille anni di storia, del lavoro incessante della natura e dell’uomo, dell’ispirazione che hanno provato visitandola illustri scrittori e artisti. La fiorente città medievale fu abbandonata dagli abitanti nel corso dei secoli, a causa delle guerre e della malaria. Fino a cento anni fa le acque stagnanti della Palude Pontina circondavano questo luogo, però anche ricco d’acqua sorgiva, fresca e pura, proveniente dai Monti Lepini. Questo ha fatto la sua fortuna economica nel Medioevo con la costruzione di mulini, di botteghe artigiane e commerciali.

Prima di visitare i Giardini, percorro qualche chilometro attraverso il contiguo Parco Pantanello. Dopo il 2000, la Fondazione Caetani ha ricostruito su un centinaio di ettari l’ambiente naturale com’era prima della bonifica del 1930. Gli ordinati campi di erba medica sono ritornati ad essere zone umide, popolate da anatre selvatiche, rane, libellule, aironi e pesci. Una fitta e intricata vegetazione di alberi e arbusti si sviluppa liberamente di lato al percorso. Oggi Ninfa si affaccia nuovamente sul paesaggio che l’ha vista nascere molti secoli fa.

Giadino di Ninfa, il Castello

Giadino di Ninfa, il Castello

Il fiume Ninfa

Il fiume Ninfa

Attraverso a piedi le mura della città. Sono circondato da ruderi ignoti, a cui le rose rampicanti donano una linfa vitale nuova , e da profumi e colori di rose, peonie ed altri fiori di cui non conosco il nome. Non ci sono targhette che indicano le specie. Né pannelli dove potrei leggere la storia e la funzione degli edifici in mattoni o in pietra davanti a me. Ma non importa se quella era una chiesa o un palazzo, una torre o un campanile. In questa Pompei medievale non è rilevante ricostruire quello che è realmente avvenuto su queste strade o dietro queste mura. Basta lasciarsi trasportare dall’immaginazione, sospinti dalla brezza, profumata dai cespugli, che spira tra la montagna e il mare. Si proverà l’emozione intensa di vivere il passato nel presente o meglio per qualche attimo di calarsi in una dimensione senza tempo.

Credo fu questa la sensazione che lo scrittore Giorgio Bassani provò durante la sua presenza a Ninfa, ai cui Giardini si ispirò, quando scrisse il suo più famoso romanzo “Il giardino dei Finzi Contini”, ambientato nella città di Ferrara prima e durante la Seconda Guerra Mondiale.

Info:

Dal 23 maggio riprendono le visite del Giardino di Ninfa a Cisterna di Latina.
www.giardinodininfa.eu
www.frcaetani.it

Pubblicato il 16-05-2020

Categorie: Racconti di viaggio | Tags:

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