Croazia: la magia delle acque di Plitvice

Si esplora il Parco Nazionale seguendo il corso della corrente: torrenti, fiumi, cascate che alimentano bacini naturali a volte simili a laghi di montagna, a volte ad atolli caraibici

Testo e foto: Valerio Magini

Plitvice-Valerio-Magini-TiDPress-9Plitvice – Partiamo il mattino di buon ora. Un po’ di coda alla biglietteria e almeno un chilometro per raggiungere la stazione del “trenino” che ci porterà all’inizio del nostro tour. Il trenino in realtà è un camion, trasformato in autobus con ben due rimorchi a traino, tipo vagoni ferroviari. Il treno/camion si arrampica per le strette curve in salita e ci lascia dopo aver percorso qualche chilometro. Non siamo esploratori, ma se lo fossimo questo sarebbe il nostro “campo base”. Prendiamo confidenza con l’aria fresca di un mattino di giugno. Alcune papere si avvicinano a noi sperando in un po’ di cibo, ma noi, “esploratori” consumati, non facciamo neppure caso a questi simpatici animaletti da cortile, perché in cuor nostro speriamo di incontrare ben altre specie.

Ci incamminiamo per il sentiero H che promette ben otto ore di cammino per arrivare alla meta. Il gruppo si sfalda perché ognuno di noi quattro assorbe i ritmi della natura. O meglio forse riscopre i propri ritmi in relazione alla natura che lo circonda. Ognuno con il proprio passo, il proprio girovagare meravigliato dello sguardo, i propri pensieri a volte lenti e assopiti, a volte fragorosi. Pensieri che sembrano seguire l’acqua.

Plitvice è seguire il corso delle acque gelide dei fiumi e delle cascate che creano bacini naturali a volte simili a laghi di montagna, a volte simili ad atolli caraibici. E così sono rimasto solo, orfano del mio gruppo, attonito nel mio silenzio, sgomento davanti alla semplicità inarrivabile della bellezza della natura. La voce forte delle acque tumultuose delle rapide si alterna ai cristallini silenzi di superfici simili a lastre di vetro. Viene voglia di bagnarsi in queste oasi tra i boschi. Seguo in solitaria il mio percorso su una lunga, interminabile passerella in legno. Sotto di me pesci, piante, muschi si alternano incessantemente.

Prendo un battello elettrico che mi porterà sull’altra sponda di uno dei sedici laghi del parco. C’è un’area sosta, ristorante, servizi pubblici. Anche i furgoni che raccolgono la spazzatura nel parco sono elettrici. Sono molti i tavoli e le panchine per far sedere i visitatori. Li guardo! Guardo i visitatori del parco. Possiamo vedere due gruppi distinti di esseri umani: quelli che guardano il parco con il cinismo di un adulto, per cui “Potevano farci parcheggiare qui davanti al ristorante…!” e gli altri. Gli altri sono quelli che guardano il parco con gli occhi di bambino, si stupiscono ancora e lasciano entrare la natura dentro di loro, affinché questa esperienza possa rimanere salda nella propria memoria e non dissolversi  al primo collegamento sullo smartphone.

Gli umani del primo gruppo hanno dimenticato già. Gli altri conserveranno questa forte memoria e la grande voglia di tornare. Otto ore per visitare il parco sono poche. Ritrovato il mio gruppo, stanco per la camminata, mi ripropongo di tornare per esplorare gli altri percorsi disseminati nei 33.000 ettari di superficie. E poi ci sono ancora orsi, cinghiali e lupi che mi aspettano. Chissà di non essere più fortunato la prossima volta!

Informazioni utili:

Ente Nazionale Croato per il Turismo         www.croazia.hr

Parco nazionale dei Laghi di Plitvice       www.np-plitvicka-jezera.hr

Pubblicato il 24-08-2019

Categorie: Racconti di viaggio | Tags:

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