Castel del Monte e Trani, la Puglia imperiale di Federico II

Il mistero di Castel del Monte nel Parco Nazionale dell’Alta Mugia. La Cattedrale e il Castello Svevo di Trani all’ora blu

Testo e foto: Paolo Gianfelici

Cattedrale di Trani

Cattedrale di Trani

Castel del Monte, visto in lontananza dalla strada che attraversa il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, non sembra un edificio interessante. La giornata è fredda, ventosa, spolverata dalla neve (anche se è quasi marzo) e le pareti di pietra sono grigie color cemento. Gli ottagoni delle torri e del corpo principale, a causa della distanza, appaiono come un’unica struttura compatta. Ma avvicinandosi, sopra l’altura, circondata da boschi di querce, lecci e pini, si manifesta la bellezza straordinaria del monumento più misterioso d’Italia, affascinante e segreto, Patrimonio dell’Umanità protetto dall’UNESCO

La neve ha coperto i prati della collina, provocato la chiusura del Castello e l’allontanamento “forzato” dei visitatori. Il silenzio assoluto lo avvolge e lo rende ancora più indecifrabile. Il corpo centrale ha due ottagoni concentrici e otto torri ottagonali sui vertici.
Perché l’imperatore Federico II di Svevia (1194 -1250) ne ordinò la costruzione con queste linee che lo rendono unico al mondo? La mia sensazione, camminando lungo le mura e guardando il paesaggio con vista a 360 gradi, il mare e il cielo, è che Castel del Monte non sia stata un’opera militare, ma la realizzazione del sogno cosmico dell’imperatore. Federico di Hohenstaufen diede grande impulso alla cultura (artistica, scientifica e filosofica) realizzando l’incontro fra tre civiltà, la latina, la greca e l’araba e si ispirò alla concezione universalistica dell’impero medievale.

Castel del Monte

Castel del Monte

L’architettura è romanica, gotica degli inizi con qualche evidente influsso arabo. Colpisce molto il contrasto cromatico derivante dall’uso di materiali differenti: la pietra calcarea beige, la breccia corallina, conglomerato di color rossastro e i marmi venati del Vicino Oriente.

All’ora del tramonto la pietra assume tonalità rosa. Il cielo terso tende all’azzurro scuro verso il mare. Purtroppo devo andarmene, prima che questo luogo magico si trasformi in un immenso planetario, dove Federico, dopo una giornata dedicata alla caccia, passava la notte a guardare le stelle.

Il minivan procede a grande velocità in direzione di Trani sull’Adriatico. L’obiettivo è di scattare qualche foto con gli ultimi raggi di sole sulla facciata di San Nicola. Purtroppo arrivo in ritardo sulla piazza della cattedrale, dopo una corsa a piedi attraverso strade e piazzette con antichi palazzi e chiese perfettamente restaurati. San Nicola è sulla punta del promontorio del porto e ho l’impressione da lontano, a causa del mare molto mosso,  che possa essere travolto dalle onde. In realtà questa bellissima chiesa, isolata e dominante sul mare, ha quasi mille anni di storia. E’ il simbolo della grandezza di Trani città marinara che raggiunse il culmine al tempo di Federico II. Il complesso si sviluppa su tre livelli e l’ultimo restauro le ha restituito l’originaria purezza ed eleganza delle forme.

E’ l’ora blu. Il campanile della Cattedrale si staglia su un cielo dalle tonalità intense, disegnato da qualche nuvola. Il Castello Svevo, al contrario di Castel del Monte, mostra le linee classiche di una fortificazione militare. Federico II lo fece costruire a protezione di questa città di mare e anche a difesa della sua bellezza imperiale che dopo mille anni possiamo ammirare sempre integra e smagliante.

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Pubblicato il 04-03-2019

Categorie: Racconti di viaggio | Tags: , ,

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