Arcipelago di Hyères (Îles d’Or): l’Isola del Levante

In barca con il pescatore-filosofo Christophe tra aragoste e cormorani. Percorsi di trekking nella natura selvaggia e tra i riflessi dorati delle rocce

Testo e foto: Paolo Gianfelici

Ile-du-Levant-Paolo-Gianfelici-13Hyères – L’Isola del Levante appare da lontano come un trapezio. Un disegno geometrico tra il mare e il cielo, monotono rispetto alle forme sinuose delle altre due isole dell’arcipelago di Hyères. A bordo del battello persone magre, abbronzate, non giovani e con molto bagaglio. La loro lunga vacanza naturista si svolgerà sulle spiagge dell’isola, dove il nudismo è presente da più di ottanta anni.

Sopra il porto piccolissimo, alcune decine di villette, immerse nella macchia mediterranea. I residenti sono qualche decina, i turisti pochi (niente hotel, solo “chambres d’hôtes” e un paio di ristoranti). Impossibile arrivare con l’auto.
Christophe, l’unico pescatore, è appena rientrato nel porto con astici e aragoste. Brigitte gli va incontro, accompagnata dal suo gattone nero, molto interessato al pescato. Christophe mi invita a salire a bordo. Partiamo in direzione di Port-Cros. Il mare è liscio come l’olio e si procede ad andatura molto lenta. Più che navigare, sembra di scivolare sull’acqua. Attraversiamo il breve braccio di mare che divide il Levante da Port-Cros. Le due le isole fanno parte del parco marino e la macchia mediterranea domina incontrastata su entrambe. Una piccola fortificazione a forma di cilindro spunta sopra uno sperone di roccia. Le mura antiche sono state completamente “rivestite” di cemento per rinforzarle: i segni della Seconda Guerra Mondiale. Più avanti, a una certa distanza dalla costa “La Dame”, un faro di pietra, intima ai naviganti di stare alla larga dagli scogli. Dalla costa l’ “Homme” (l’imboccatura di una grotta a forma di uomo) guarda ammirato “La Dame”. Fantasie di naviganti e Christophe le racconta. Un cormorano si riposa alla base della “Dame”. Infastidito dalla nostra presenza spicca il volo, poi fa un leggero tuffo nell’acqua e riprende quota. La mattina è molto calda anche per lui.

Fotoracconto di Terre d’Europa: Hyères, l’Isola del Levante

Torniamo al Levante. Strane cupole bianche spuntano tra la vegetazione della costa. Navighiamo di fronte alla zona della marina militare francese (l’80% della superficie dell’isola). Le cupole sembrano copiate dalla scenografia di un film di James Bond e danno al luogo un alone di mistero. Christophe non dà spiegazioni e punta la barca velocemente verso il lato nord . Ci fermiamo a distanza, per rispettare la privacy, dalle spiagge dei nudisti. Sono delle piccole insenature, dove poche persone prendono integralmente il sole.

Rientriamo al porto. Il pescatore fa una breve sosta al ristorante per mostrarmi il suo ricco pescato di giornata che riempie due ceste. Poi saliamo tra siepi e giardini fioriti fino a Villa Mirabel, chambre d’hotes e abitazione di Christophe. Brigitte ha preparato piatti di pesce e verdure conditi con olio d’oliva e erbe provenzali. I sapori sono delicati, come è morbido il paesaggio dalla terrazza della casa: il verde della costa, il mare e in lontananza il profilo di Port-Cros. Christophe racconta la sua vita. Per trenta anni ha viaggiato in tutto il mondo come ufficiale della marina mercantile. E Brigitte che non voleva restare sola a casa (non hanno avuto figli) lo ha accompagnato nei suoi viaggi per mare. Dieci anni fa hanno deciso di stabilirsi al Levante. Che non è un’isola come le altre. E’ veramente “isolata” dal mondo. Soprattutto nella stagione invernale. Christophe mi mostra quello che chiama il suo “internet point”. E’ un piccolo studio nella mansarda, pieno di libri, senza tv e pc, con un finestrone che cattura l’immagine del mare e dell’arcipelago.

Dopo pranzo ho appuntamento con Frédéric Capoulade, guida del Parco Naturale da più di trent’anni. Il suo motto è lasciare libera la flora e la fauna dell’isola senza interferenze da parte dell’uomo. Gli alberi e il sottobosco formano un groviglio inestricabile di piante vive e secche. Il taglio è praticato solo per lasciare liberi i sentieri.
Un filo spinato ci sbarra la strada. Siamo arrivati alla zona militare. In basso sul mare una vecchia nave da guerra. Sulla tolda è stata sistemata una delle solite cupole bianche viste la mattina. Tra il verde delle colline spuntano altre cupole.  Frédéric svela il mistero. A comando le cupole si possono aprire e da lì viene scagliato in aria un bersaglio. Contemporaneamente da un’altra parte dell’isola è lanciato un missile che insegue il bersaglio sopra il mare fino a colpirlo. Lo spettacolo è offerto ai possibili acquirenti dei missili che arrivano da ogni parte del globo. Due mondi, quello militare e quello civile convivano gomito a gomito, ma sono separati. Non c’è nessun contatto fisico.

Il percorso prosegue lungo il sentiero nord. Rientriamo nella dimensione naturale e naturista del Levante. Passiamo sopra le spiaggette dei nudisti. Poi di nuovo le belle villette con le aiuole curate e i fiori. Mi dispiace andarmene così presto dal Levante. Mi piacerebbe ritornarci d’inverno. Quando il mare è a forza sette. Quando non puoi ripartire quando vuoi. Quando hai tutto il tempo per tornare a parlare con te stesso.


Informazioni utili:

Atout France        www.france.fr

Office de Tourisme Hyères   www.hyeres-tourisme.com

Villa Mirabel   (Chambres d’hôtes) Christophe e Brigitte Chevallier

Île du Levant – Hyères     m.brigitte.chevallier@orange.fr

 

 

Pubblicato il 29-06-2018

Categorie: Racconti di viaggio | Tags: , ,

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