Foto: www.npkrka.hr
Con il progetto “Il Parco fuori dal Parco” il Parco Regionale dei Castelli Romani apre una nuova stagione di dialogo che è anche un ponte di natura che si estende verso l’Europa. L’Ente parco entra così in una dimensione di scambio e cooperazione che supera i confini nazionali. Il primo passo di questo cammino porta in Croazia, nel cuore della Dalmazia, dove il Parco nazionale di Krka custodisce acque antiche, travertini luminosi e cascate che sembrano respirare.
«Abbiamo scelto Krka – racconta Ivan Boccali, presidente dell’Ente regionale Parco dei Castelli Romani – perché i nostri paesaggi, pur diversi, parlano la stessa lingua: quella della biodiversità, della memoria geologica, della cura per ciò che è fragile e prezioso». Due territori nati da storie differenti – uno vulcanico, l’altro scolpito dal carsismo – ma uniti dalla volontà di proteggere la bellezza e di immaginare un futuro sostenibile per le comunità che li abitano. Questa collaborazione internazionale intreccia esperienze, buone pratiche e visioni: educazione alla sostenibilità, tutela ambientale, valorizzazione culturale. Un dialogo che avvicina le sponde dell’Adriatico e trasforma la conservazione della natura in un racconto condiviso.
Perché nei Castelli Romani la terra conserva il respiro dell’antico Vulcano Laziale, con crateri che diventano laghi e suoli tufacei che nutrono una biodiversità generosa. E perché a Krka l’acqua scolpisce gole, laghi e cascate, creando un tempio di geodiversità unico al mondo. Due paesaggi diversi, ma entrambi capaci di insegnare che la natura è un archivio di meraviglia e responsabilità.
