Scoprendo con gusto Orvieto segreta

Tour enogastronomico in cinque tappe, a base di lumachelle, umbrichelle e tartufo nero, attraverso vicoli medievali e labirinti sotterranei

Testo e foto: Ivana Tamai

Orvieto-sconosciuta-Ivana-Tamai (4)Orvieto-con-Gusto-Ivana-Tamai (4)Orvieto, la città del duomo sulla rocca di tufo. Decido di riscoprire una città che mi ha sempre affascinato e seguo un nuovo percorso in cinque tappe, “Scoprendo con gusto”, che intreccia il profilo artistico della città con gli antichi sapori.

Inizia così la mia passeggiata enogastronomica. Voucher acquistato sul sito www.scoprendocongusto.it, piantina con itinerario delle tappe gastronomiche, tracollina nera con calice di ordinanza per la degustazione di vini. Partenza dalla centrale via Cavour, strada dello shopping e dei deliziosi localini dove cenare o prendere un aperitivo all’aperto in un autunno ancora mite.

La prima tappa è da Bartolomei, piccolo showroom di un’azienda che da quattro generazioni produce olio nel vecchio frantoio della vicina Montecchio (con annesso museo). Belli gli arredi che evocano, con un pizzico di charme, il mondo rurale del frantoio: tralci di ulivo in ferro battuto, una macina da frantoio che diventa tavolo, una grande giara in terracotta. La bruschetta con olio di oliva monocultura Nocellara sprigiona un intenso profumo erbaceo e ha un sapore leggermente piccante.

Bartolomei

Bartolomei

Bartolomei

Bartolomei

La passeggiata continua ancora sulla via centrale: belle vetrine con oggetti per la casa, tessuti artigianali, ceramiche tipiche… La via continua in discesa verso la parte antica della città, quella meno conosciuta. Arrivo al Pozzo della Cava, trentasei metri scavati nel tufo, dove ti spiegano che il materiale ricavato dagli scavi serviva per costruire la parte superiore e abitabile della casa. Fin dall’antichità il tufo friabile e argilloso consentì agli orvietani di ricavare sotto l’abitazione queste caverne naturali adibite a rete idrica, magazzini e cantine, dove stivare al fresco le provviste di grano, vino, formaggi, salumi.
Uscita all’aperto una lunga tavola attende nel giardino con piatti di salumi e le tradizionali “Lumachelle”, pasta lievitata lavorata con salumi locali e pecorino. E’ l’aperitivo ideale, soprattutto se innaffiato con il Grechetto IGP della Cantina Argillae. Con un sentore agrumato e rinfrescante, perfetto con i salumi artigianali.

Umbriachelle

Umbriachelle

Crema di pecorino di fossa

Crema di pecorino di fossa

Nella tappa successiva si incontrano le Umbrichelle, spaghetti quadrati fatti con acqua e farina, senza uovo. Nella ricetta tipica orvietana sono conditi con il Tartufo nero di Orvieto. Dai tavoli in fondo si gode una vista a perdita d’occhio, a strapiombo sulla verdeggiante valle sottostante. Ancora una degustazione di formaggi al Labirinto di Adriano: la visita dei sotterranei è talmente importante che mi riprometto di tornarci con calma, a cena. Per ora mi cimento ad abbinare la crema di pecorino su pane croccante e il pecorino di fossa con le marmellate artigianali create dallo chef Maurizio Di Mario. Pesca e zenzero o pera e anice stellato? Certo è che l’idea di camminare fra una portata e l’altra mi ha conquistata. E poi mi piace questo ritmo “slow” che qui a Orvieto è del tutto naturale.
Il tempo è volato: ancora un dolce e un caffè, per finire il percorso. All’antico Bar Montanucci assaggio la celebre torta al semolino, guarnita di cioccolato fondente. E’ squisita e piacerà anche agli amanti del gluten free…

Il cerchio si chiude: sono di nuovo in via Cavour, dove era iniziata l’“escursione” fra i sapori. Il percorso  “Scoprendo con gusto” ha svelato una Orvieto autentica e segreta.

Info:
www.scoprendocongusto.it
www.argillae.eu
www.oleificiobartolomei.it
www.pozzodellacava.it

Pubblicato il 14-10-2020

Categorie: Racconti di viaggio | Tags: ,

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