Romania: la strada dei musei

Bucarest è stata un grande laboratorio per gli architetti europei dell’Ottocento e Novecento. Sulla Calea Victoriei si affacciano splendidi palazzi: il Museo Nazionale d’Arte, il Museo della Musica, il Museo della Storia

Testo e foto: TiDPress

Chiesa di S.Spiridon: la messa di "maslu"

Chiesa di S.Spiridon: la messa di “maslu”

Bucarest – L’esercito romano prepara l’accampamento prima della battaglia. Il re daco Decebalo parla al suo popolo incitando alla lotta. Scene di vita e scene di guerra: nel Museo Nazionale di Storia della Romania a Bucarest la copia della Colonna Traiana è stata sezionata e i bassorilievi, esposti ad altezza d’uomo, raccontano l’invasione della Dacia da parte di Roma e la vittoria dell’imperatore Traiano. Un’occasione unica per “leggere” un racconto sulle origini della Romania e della sua lingua. Le dimensioni in scala reale del basamento e della colonna rendono bene l’imponenza del monumento, anche per chi l’ha visto in originale a Roma. Il museo che lo custodisce si trova sulla centrale Calea Victoriei e un tempo ospitava le poste centrali. Come per altri edifici di Bucarest, ci troviamo davanti a una costruzione importante, neoclassica, eclettica, con le cupole che sormontano i due lati per marcarne la solennità.

Il Museo Nazionale di Storia ci accoglie con il suo silenzio. Intorno alla copia della Colonna Traiana ci incuriosisce un’esposizione di steli di pietra con fregi e scritte. Un corridoio conduce poi in un salone più piccolo dalla pareti rivestite di velluto scuro. La luce è tutta per gli oggetti conservati dietro le vetrine: il tesoro nazionale. L’oro antico, le pietre preziose e l’argento hanno mille storie da raccontare che abbracciano i secoli. Osservando un elaborato elmo daco d’oro massiccio con l’immagine degli occhi sbalzata sul metallo, ci rendiamo conto della personalità di questo popolo. La storia è nota, la fierezza è presente.

La bellezza di Bucarest ha gettato le sue basi nel passato e ciò che è stato aggiunto negli anni ha contribuito a renderla unica. Lungo la Calea Victoriei ci meravigliamo ad ogni passo per insieme architettonico nel quale molti palazzi fine Ottocento, ricchi di fregi e di linee rotonde, ma anche edifici sobri e razionali d’ispirazione Bauhaus degli anni trenta del Novecento, spiccano per originalità. Bucarest è stata un grande laboratorio per gli architetti europei.

Giusto il tempo per godersi una piacevole passeggiata e già ci troviamo davanti al Museo nazionale d’Arte. Il suo contenitore è il Palazzo Reale, ricostruito negli anni trenta del Novecento.
I saloni del museo sono scrigni che custodiscono capolavori d’arte romena, a partire dalle icone, mentre l’altra ala mostra dipinti europei a partire dal Rinascimento fino ad arrivare a Monet e Rodin. Il “laboratorio d’arte Romania” ospita anche qui (oltre che nel Museo di Arte Contemporanea) mostre di artisti di oggi, per completare un viaggio nella bellezza. Nella parte romena del museo si trovano opere eccezionali, come i dodici affreschi, provenienti dalla cattedrale di Curtea de Arges, dipinti ai primi del Cinquecento dal maestro Dobromir di Targoviste, e la grande iconostasi di legno del 1680, ricchissima di colori e figure.

Nell’ala del Museo dedicata all’arte europea un posto d’onore occupa la pittura italiana (Sala della
Scuola italiana dal XIV al XVIII secolo con opere di Tintoretto, Lorenzo Lotto, Antonello da Messina,Vasari, Giordano).

La statua del re Carol I

La statua del re Carol I

Il passaggio dalle arti visive alla musica ci viene spontaneo, anche perché di fronte al Palazzo Reale si trova lo splendido Ateneul, l’auditorium rotondo nel quale la musica si ascolta anche con gli occhi ammirando gli scaloni, le sale affrescate, il trionfo di colonne e marmi. Il 1. marzo del 1898, George Enescu, il più grande compositore romeno, diresse qui la sua sinfonia Poema Romeno. La musica è nell’aria e proseguendo il cammino sulla Calea Victoriei andiamo a visitare il museo a lui dedicato. La facciata del Palazzo Cantacuzino, costruito tra il 1901 ed il 1903, sottolinea l’atmosfera opulenta di quei tempi. L’ingresso affiancato da due severi leoni di pietra è sormontato da una conchiglia di vetro e ferro battuto. Sul tetto gli abbaini sono ornati di statue e le finestre si affacciano con eleganza sulla strada. All’interno i ricordi di Enescu vanno dai piccoli oggetti della quotidianità, come il suo frack, ai manoscritti, gli strumenti musicali, le onorificenze. Il compositore che aveva sposato la vedova del figlio di Cantacuzino non viveva però nel palazzo, ma in una casa piccola e semplice in fondo al giardino.
Usciamo nella luce di Bucarest: la piccola chiesa che si trova davanti al museo la cattura su di sé e la restituisce amplificata. Lungo la Calea Victoriei l’arte scorre tranquilla insieme alla quotidianità.

Informazioni utili:

Ente Nazionale per il Turismo della Romania
www.romania.it

Muzeul National de Istorie a Romaniei
www.mnir.ro/ro

Muzeul National de Arta a Romaniei
www.mnar.arts.ro

Muzeul National George Enescu
www.georgeenescu.ro

Pubblicato il 12-04-2016

Categorie: Racconti di viaggio | Tags: ,

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