Case, granai e fienili medievali a Mühlebach

A Mühlebach nel Vallese si trova il nucleo più compatto di antiche costruzioni in legno della Svizzera. Ventitre case edificate tra il Trecento e il Settecento raccontano le abitudini e le sfide di una popolazione che durante l’inverno rimaneva isolata nella neve

Testo e foto: TiDPress

Ernen-Muehlebach-Foto-TiDPress- (8)1Ernen-Muehlebach-Foto-TiDPress- (7)Ernen – Il treno panoramico Glacier Express fa una sosta a Fiesch. Sul piazzale antistante ai binari gli autobus postali  attendono i viaggiatori per portarli alla scoperta di un piccolo, arcaico paesino che vive con energia la sua contemporaneità ed il suo futuro. Ernen ed il “gemello” Mühlebach, a pochi chilometri di distanza, sono testimonianze vive della storia delle costruzioni svizzere di montagna. Ci si muove nella Valle di Goms, vicino a Briga, e qui le persone si conoscono e comunicano volentieri la propria cordialità ai visitatori. Il paesino è un inno alla tranquillità. Si percorrono piccole strade tracciate come ghirigori sulla neve. Durante la passeggiata si incontra un antico dipinto murale di Gugliemo Tell e poi il museo. In quell’edificio il signore del luogo poteva permettersi di vivere in stanze rivestite di legno, riscaldate da grandi stufe e con il conforto di un ambiente in muratura adibito a cucina. Il resto della popolazione doveva condividere quelli che oggi sembrano chalet un po’ sghembi. Sono antichissimi, il più antico si trova a Mühlebach e un sistema di datazione basato sugli anelli nel legno lo colloca nell’anno 1381. Nello Stafel (fienile) al piano inferiore si trovava un deposito per attrezzi o una stalla per piccoli animali. La parte superiore poggia su corti pilastri di legno ed era adibita a magazzino per le merci più pregiate. Per evitare sgradevoli visite da parte dei topi, alla sommità di ogni pilastro era posto un disco di pietra che i roditori non riuscivano a scalare.

Una dolce collinetta su cui si trova una cappella fa la guardia alle preziose e ancora vissute testimonianze architettoniche di Mühlebach, mentre la chiesa barocca di Ernen, dedicata a S. Giorgio, stupisce con il suo altare barocco che cela una curiosità: uno dei dipinti è fissato su un pannello scorrevole e facendolo scivolare di lato si svela una nicchia con la statua di S. Valentino che è esposto solo nel giorno della sua festa.

Ad Ernen si può  restare a lungo anche nella saletta accogliente di una panetteria, a respirare l’odore di pane e dolci appena sfornati, mentre ci si scaldano le dita tenendo stretta la tazza di tè. Il tempo scorre lieve davanti al mutevole e grande affresco della natura. Ad Ernen si può fare ritorno in estate per assistere all’annuale Festival del Futuro. Una festa della musica dove si amalgamo passato e contemporaneità e dove le tradizioni diventano attuali e rinnovano ogni anno la loro giovinezza creativa.

 

Informazioni utili:

Svizzera
www.svizzeraturismo.ch

www.musikdorf.ch

Pubblicato il 08-02-2020

Categorie: Racconti di viaggio | Tags: , ,

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