Foto: Andrea Montalbano/Fondazione Alghero
Testo: Brunella Marcelli
Un viaggio inconsueto il nostro, fuori dalle rotte del turismo estivo, per esplorare un luogo, Alghero, con un “Genius Loci” potente. Un’anima antica che ci sussurra storie di popoli tra mare e terra che hanno stratificato usi e culture, rendendo questa cittadina unica al mondo. Anche se la nostra percezione la identifica con le sue magnifiche spiagge e coste dalle acque cristalline, ecco che una visita d’inverno approfondisce la nostra visione, restituendoci l’immagine di un sito che vale la pena di conoscere in tutte le stagioni. Declinazioni di esperienze diverse di particolare impatto emotivo che, grazie all’impegno e al costante lavoro della Fondazione Alghero, siamo in grado di vivere e apprezzare. La prima vista è dal mare. La Villa che ci accoglie, “Las Tronas”, è circondata dalle acque, il cui sciabordio risuona in una dolce e costante ritmica. Hotel di charme e resort a 5 stelle, questa Villa dall’atmosfera aristocratica ci avvolge con la sua magia fatta di arredi eleganti, cura dei particolari e ogni comfort. Imperdibile la Spa con le sue finestre vista mare. A pochi passi dal centro storico, la residenza è un’oasi su un promontorio privato che si apre sul golfo di Alghero, definito il più bello del Mediterraneo.

Godiamo di questa apertura sul blu, prima di percorrere stradine e vicoli di questa città fortificata, dai bastioni imponenti: un’isola catalana all’interno della più grande isola della Sardegna. Eredità catalano-aragonese, rintracciabile nelle sue mura e torri, ma anche nella lingua algherese ancora parlata e che troviamo persino nelle indicazioni bilingui delle strade. Strade che percorriamo con lo sguardo all’insù, attenti nell’osservare i dettagli nelle facciate dei palazzi, tra bifore e portali murati e che nei particoli architettonici e architettonici ci richiama all’istante la Catalogna. Chiamata Barcelloneta – “la piccola Barcellona”- dai suoi abitanti, Alghero è, infatti, un luogo straniante, dalle mille suggestioni, echi di vicende antiche che ci rimandano a una storia molto particolare. Dopo essere stata contesa tra Genovesi e Pisani, nel giugno del 1354 il Re d’Aragona Pietro IV si presenta nella rada di Alghero con più di 90 galere e dopo mesi di assedio, Alghero diventa catalana. Gli abitanti originari vengono espulsi, mentre la città è ripopolata con genti provenienti dalla Spagna. Ha così principio la storia catalana di Alghero ((XIV-XVIII), la storia di una Città Fortezza iscritta intorno alle sue mura che, seppur oggi parzialmente demolite, rappresentano l’identità del luogo e i cui antichi camminamenti offrono indimenticabili panoramiche sul mare, soprattutto al tramonto.

Le stratificazioni culturali e architettoniche si susseguono, disegnando un palinsesto che unisce anche influenze gotiche e rinascimentali. Molti sono i luoghi da visitare, dalla Cattedrale di Santa Maria, esempio di architettura gotico catalana alla chiesa di San Francesco con il suo chiostro del XV secolo fino ad arrivare alla Piazza Civica dove si affacciano i palazzi storici, quelli che un tempo sono state le sedi rappresentative della città. Alghero è storia, ma anche tradizione. Come quella legata alla pesca e alla lavorazione del Corallium Rubrum, un aspetto identitario del luogo, nonché una delle principale risorse del mare algherese, quel tratto di costa denominato non a caso Riviera del Corallo. Il Museo, ospitato presso la Villa Costantino, ci racconta storie e tecniche artigiane legate all’Oro Rosso, importante simbolo culturale, ancora oggi così prezioso e importante per l’economia del luogo. I preziosi manufatti ci parlano di profondità marine, del coraggio dei pescatori che ancora oggi si immergono con rispetto e di una manualità tecnica, fatta di estro e sapienza.

