L’atmosfera magica di Vaduz

La capitale del Liechtenstein avvolge i visitatori nella sua particolare dimensione, vivace e tranquilla. L’offerta d’arte contemporanea tutta da scoprire: Picasso, Fontana, Kandinsky, Gauguin e Renoir nelle collezioni del “Kunstmuseum Liechtenstein”

Testo e foto: TiDPress

Il Castello e “Tre cavalli”  di Nag Arnoldi

Vaduz, Il Castello e “Tre cavalli” di Nag Arnoldi

Vaduz, "La donna coricata" di Fernando Botero

Vaduz, “La donna coricata” di Fernando Botero

Vaduz – Rosso, blu e giallo regale: sulle strade della capitale del Liechtenstein sventola spesso la bandiera nazionale sulla quale fa mostra di sé la corona del Principato a cui appartiene questa piccola, bella terra, tra Austria e Svizzera. Appena arrivata ho imparato il saluto locale, un simpatico “Hoi” che ti fa sentire subito a tuo agio. Dopo, passeggiando nel centro di Vaduz, ho scoperto che mi potevo dedicare anche a una curiosa “caccia al castello” e scoprire da quale prospettiva mi piaceva di più osservare la solida dimora dei principi che troneggia sulla città, in mezzi ai boschi, dall’alto di una rupe. Da molti punti di vista si è costretti ad alzare lo sguardo, e la testa, per osservare le mura di pietra e gli scuri bianchi e rossi alle finestre. Ma questa posizione può trarre in inganno: i principi sono tutt’altro che alteri, anzi, come confermano gli abitanti della città è facile incontrarli magari impegnati a fare qualche spesa. A me non è capitato, ma dalla terrazza del mio hotel, il Vaduzerhof, ho goduto di una vista bellissima sul castello, soprattutto al tramonto. Ho osservato la variazioni di colore del cielo, la ripida montagna diventare più scura e qualche finestra che si illuminava. Il tutto avveniva mentre sorseggiavo un buon bicchiere di vino della Hofkellerie, prodotto da uve coltivate poco fuori città dai principi stessi.

Durante il giorno a Vaduz si ha veramente la sensazione di vivere in un luogo un po’ magico ed è quasi come se il principe avesse la facoltà di fermare il tempo, stringendo magari tra le dita le lancette di un suo grande e personalissimo orologio. La sua intenzione, comunque, non sarebbe mai quella di rimanere nel passato, perché il Liechtenstein è un paese contemporaneo e attivo, ma di rendere ancora più gradevole il soggiorno “lento” dei visitatori. In questa atmosfera mi sono ritrovata a camminare alla scoperta della zona pedonale, lo Städte, e a osservare il tranquillo passaggio dei turisti da una postazione privilegiata: una panchina sulla quali mi facevano compagnia dei simpatici passerotti sulla cui testa vedrei bene una coroncina. Un simbolo che nei souvenir ad esempio ricorre spesso, anche sotto forma di deliziosi cioccolatini e fa sentire un po’ tutti più nobili, soprattutto d’animo. Una breve passeggiata verso il vicino vigneto del principe poi. mi ha fatto fare un’altra piccola scoperta: oltre al vino (e ai cibi) nel Liechtenstein è molto gradevole anche l’acqua e la cosa migliore è berla fresca, appena sgorgata da una fontana poco più in alto delle verdi vigne abbellite da cespugli di rose gialle e rosse.

Vaduz

Vaduz

Vaduz

La bontà dell’acqua è dovuta sicuramente al fatto che il Liechtenstein è un paese di montagna, ma “scendendo” di nuovo in città ho apprezzato molto anche quella sorta di galleria d’arte a cielo aperto che è il centro e dove sono state collocate diverse opere, come i bronzei “Tre cavalli” dello scultore svizzero Nag Arnoldi e “La donna coricata” di Fernando Botero. Sono la perfetta introduzione alla visita ai musei d’arte contemporanea, il “Kunstmuseum Liechtenstein” e la “Hilti Art Foundation”. La collezione della fondazione è importante e nell’elenco degli artisti presenti non mancano Picasso, Fontana, Kandinsky, Gauguin e Renoir, solo per citarne alcuni. Si parte dal 1880 e si arriva all’arte contemporanea con quadri, sculture e installazioni. L’ingresso è in comune e le foto, i quadri e le installazioni sono di altissimo livello.

Di fronte, a pochi passi, si trova invece la Camera del tesoro. Si entra con un gettone ( da ritirare nell’attiguo piccolo Museo della posta e della filatelia). La porta si apre da sola (“Apriti sesamo!”) e nel buio splende in una teca illuminata la corona del Principato, d’oro incastonato di pietre preziose, sormontata da perle. Le teche custodiscono altre opere di orafi famosi e un’importante collezione di uova di Fabergé. Difficile sfuggire al fascino di questo luogo e non sentirsi parte di una favola.

Il giorno dopo mi allontano dal centro città e vado alla scoperta delle passeggiate bellissime tra il verde in direzione del Reno, che è anche il confine tra il Liechtenstein e la Svizzera. Sono sentieri tranquilli appena fuori città che donano a Vaduz una piacevole dimensione, strettamente legata alla natura che la circonda. Mi sono riservata come ultima chicca la salita a piedi verso l’Oberdorf, per ammirare l’armonia delle case più antiche di Vaduz con i balconi ricolmi di fiori colorati e poi ancora più in su verso il castello (privato e non visitabile). La sera, dalla mia postazione privilegiata sulla terrazza dell’hotel, ripenso alle giornate trascorse a Vaduz, alla tranquilla vivacità dei suoi abitanti, al cibo buono e fresco, all’inconfondibile e contagiosa atmosfera di serenità e il Liechtenstein mi appare decisamente un paese da favola moderna.

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Pubblicato il 07-10-2019

Categorie: Racconti di viaggio | Tags: ,

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