Foto: Palmavera @Nicola Castangia
Testo: Brunella Marcelli
Il territorio di Alghero riserva sorprese. La sua è una storia che si perde nella notte dei tempi: tracce di antiche civiltà che, se opportunamente indagate, potrebbero riscrivere la storia del Mediterraneo. Civiltà che ci colpiscono anche per le straordinarie tecniche costruttive. Le Necropoli a domus de Janas di Anghelu Ruju e quella di Santu Pedru sono due dei siti funerari pre-nuragici più vasti della Sardegna, con domus de janas scavate nella roccia risalenti al III millennio a.C. In particolare, Anghelu Ruju, di recente nominato Patrimonio Mondiale Unesco, è la più vasta necropoli della Sardegna prenuragica. Merita una visita anche il complesso nuragico di Palmavera. Classificato come nuraghe “complesso”, in quanto composto da diverse torri unite tra loro, questo rilevante sito è costituito infatti da diverse costruzioni e ha fatto riportare alla luce reperti, ora ospitati nei Musei di Cagliari e Sassari.
Storia e Natura. Il territorio di Alghero è articolato e vario: spiagge e calette paradisiache, immerse nella macchia medi terranea dai profumi intensi e l’acqua cristallina; coste a strapiombo sul mare per gli amanti dello snorkeling; colline che disegnano paesaggi dolci e un sistema lagunare, interessante per la sua fauna e la sua flora. In particolare, i due parchi, Il Parco Regionale di Porto Conte e l’Area Marina Protetta Capo Caccia-Isola Piana, colpiscono il visitatore per la varietà di ambienti e la ricchezza di specie floristiche e faunistiche di interesse scientifico. Sono molti i percorsi naturalistici adatti a tutti, adulti e bambini, e le esperienze da fare a contatto con una natura incontaminata.

Riconosciuto da una legge regionale, il Parco di Porto Conte rappresenta un Museo Ambientale a cielo aperto, ricco anche di percorsi culturali di grande interesse come Casa Gioiosa con il suo Museo multimediale legato alla storia della Bonifica della Nurra, un Parco tematico e una mostra artistica dedicati al libro “Il Piccolo Principe”, un Tunnel immersivo Teléia sugli ambienti marini e costieri. Su promontorio di Punta Giglio abbiamo il M.A.P.S. museo storico, mentre itinerari cicloescursionistici si snodano dall’Oasi “Le Prigionette”.
Particolare menzione merita il Museo M.A.S.E. che celebra la vita e le opere di Antoine De Saint Exupéry. Lo scrittore-aviatore visse fino al luglio del 1944 nella Baia di Porto Conte, proprio in una villa d’altura davanti alla Torre Nuova che oggi ospita il Museo. In questo luogo di grande ispirazione, scrisse la maggior parte del romanzo “La Cittadella” e il suo ultimo testo dal titolo “Lettera a un americano”. Posto all’interno della suggestiva cornice della Torre Nuova, da cui si gode di una vista spettacolare, il M.A.S.E. che ospita documenti d’epoca, opere d’arte e installazioni a tema, illumina dettagli della sua biografia e in particolare della sua permanenza ad Alghero nel 1944 con le foto scattate da John Phillips celebre fotoreporter della rivista Life.

Altra meraviglia nel promontorio di Capo Caccia è la Grotta di Nettuno, straordinaria formazione carsica all’interno dell’area marina protetta. E’ possibile accedervi via mare se le condizioni metereologiche lo consentono o percorrendo la scalinata di 656 gradini, detta Escala del Cabirol (La scala del capriolo in catalano) lungo la parte del massiccio di Capo Caccia. Io consiglio questa seconda opzione per le straordinarie suggestioni lungo la discesa, una sorta di preparazione alla meraviglia che attende il visitatore. L’effetto sorpresa è garantito quando si apre alla vista la grande sala con le acque del Lago Lamarmora, uno tra i più grandi laghi salati d’Europa. Al suo interno, l’Acquasantiera, un’impressionante stalagmite di circa due metri per scendere poi verso la Sala delle Rovine, soffermandosi infine a contemplare lo spettacolo della maestosa Reggia con i suoi colonnati. Alla fine del lago, la spiaggetta sabbiosa dei Ciottolini. La più grande colonna della Grotta, il Grande Organo, si trova nella Sala Smith mentre piccole colonnine caratterizzano la Sala delle Trine e dei Merletti. Dal suggestivo balcone della Tribuna della Musica, si può godere di uno sguardo d’insieme della Sala della Reggia con il Lago. La guida ci ha raccontato di una visitatrice cantante che ha chiesto il permesso di liberare la sua voce. L’acustica all’interno della Grotta era perfetta: magia pura come questo capolavoro della Natura, modellato dal tempo.
