Terre d'Europa

Itinerari
Sulle orme del Santo (con pause profane)

Testo e foto: TidPress



 Il primo maggio a Cagliari si festeggia Sant'Efisio. Scoprire la città durante le rievocazioni della Settimana Santa

Cagliari (TidPress) – Una bambina gioca sul piazzale della chiesa di Sant’Efisio nel quartiere Stampace di Cagliari. Spinge il passeggino con la bambola avanti e indietro sulla pedana rialzata, all’ombra della facciata illuminata dal sole di primavera, e parla sottovoce. Tutt’intorno la tranquillità dei vicoli è palpabile. Da questa chiesa ogni anno, il primo maggio alle ore 12 in punto, la statua di Sant’Efisio inizia il pellegrinaggio verso la località di Nora. La festa che lo accompagna è immensa e vi partecipano con devozione le rappresentanze di tutta Sardegna. Il percorso del Santo è tratteggiato con precisione sulla cartina della città. Noi lo abbiamo percorso qualche settimana prima di Efisio, lasciandoci accompagnare dai racconti della festa e dalla realtà di una città accogliente e tranquilla, pronta a fornirci spunti per soste e riflessioni.

Palazzi su Via Sant’Efisio

Campanile di Sant’Eulalia

La Via Sant’Efisio è una stretta strada in salita, sui cui lati si aprono vicoli minuscoli. Qui Cagliari non sembra una città di mare. La bambina continua a giocare indisturbata, cullata da un quartiere composto a sua volta da case di bambola. Molte facciate avrebbero bisogno di un restauro, ma di fianco alla chiesa c’è un piccolo grande palazzo in ottimo stato, con i balconi protetti da una ringhiera di ferro e la facciata che risplende al pari di quella della chiesa di un bel colore acceso. Un cartello annuncia la presenza di un piccolo Bed & Breakfast, il cui nome peccando di mancanza di originalità è Sant’Efisio.
Cominciamo a scendere lungo il percorso del santo. La Cagliari dei negozi, dei ristoranti e dei bar (e anche del traffico) cominciamo a ritrovarla svoltando a sinistra sulla Via Ignazio da Lacconi, percorrendo Via Azuni fino alla centrale Piazza Yenne. Un bar si affianca all’altro e soprattutto di sera, la vita della città pulsa al ritmo della voglia di divertirsi. Di giorno ci colpisce la presenza bianca della Torre dell’Elefante. Cagliari è stata una città fortificata, arroccata sul suo colle e chiamata ancora oggi nel dialetto locale “Casteddu”.

Sant’Efisio cerca la via verso mare e noi lo seguiamo immaginando il cocchio trainato dai buoi con le corna adorne di fiori e la lunga processione in abiti tradizionali che lo accompagna al suono delle launeddas. Svoltando a destra sul Corso Vittorio Emanuele, il profilo cittadino cambia e i caffè si trasformano pub, ma anche in negozi di prodotti tipici come quello di “Zia Peppina” passata direttamente dalla cucina di casa a quella del laboratorio di pasticceria, per tenere viva la tradizione dolciaria sarda.

Sulla Via Sassari che il santo percorre sempre in discesa si trova il ristorante tipico “Ammentos”, ma basta attraversare la strada per immergersi nell’atmosfera di un locale trendy, che offre una grande varietà di gustose focacce farcite, che si adattano per un aperitivo, un pranzo veloce o una qualsiasi altra pausa dettata dal palato. Se poi anche nella “Locanda Caddeo” si preferisce il legame con la tradizione, si può sempre ordinare un piatto di affettati sardi e un calice di Carignano.
Sulla stessa Via Sassari ci fermiamo a guardare le vetrine di un negozio. Da “Neri Antiquariato” è esposto tra l’altro un dipinto a olio che mostra una scena campestre: la pausa di alcune donne abbigliate nei costumi tradizionali sedute in un campo. Forse durante la processione di Sant’Efisio donne vestite allo stesso modo si specchiano nella vetrina e nell’immagine rappresentata nel quadro.

Piazza Yenne e la Torre dell’Elefante

Le torri di Cagliari

Adesso è arrivato per il Santo il momento di fare un giro intorno alla piazza del Carmine. Sulle panchine del giardino al centro della piazza, fanno sosta gli impiegati in pausa pranzo. Si sono riforniti nei diversi bar, ma anche nelle salumerie e nei negozi di ricercatezze alimentari. Dopo un breve tratto di Via Crispi, seguiamo le orme del santo su per la Via Angioi. Ci rendiamo conto solo ora che tutto il percorso è una ricerca del mare, ma anche un voltargli le spalle in alcuni punti come stiamo facendo in questo momento. La discesa avviene lungo Largo Carlo Felice. Negozi e boutique si susseguono e in lontananza lo specchio liquido del mare ci invita ad avvicinarci sempre di più. Prima di svoltare su Piazza Matteotti e sfilare davanti all’edificio candido e turrito del Palazzo Civico, ci fermiamo nel piccolo ed elegante “Caffè Svizzero” per uno spuntino.

Il momento del passaggio del Santo di fronte al Palazzo Civico è solenne e a rendere omaggio a Efisio si ritrova tutta la municipalità. Petali di fiori colorati sparsi sul marciapiede permettono al santo di muoversi su un tappeto profumato. Il candore del palazzo si staglia contro il blu del cielo e Cagliari ci appare in tutta la forza della sua serenità. Il porto si trova proprio di fronte a noi. Un traghetto sta caricando al suo interno l’ultimo camion per allontanarsi dall’isola e mostrare il profilo della città, vista dai passeggeri riuniti sui ponti esterni. In un unico slargo sono riunite la stazione delle Ferrovie dello Stato e quella dell’ARST, il trasporto regionale. Il desiderio di andare a scoprire altre parti della Sardegna più autentica si fa sentire, ma non possiamo abbandonare ancora il santo.
Chiediamo a un posteggio di taxi se la via per il villaggio di Giorgino è lunga e ci consigliano di salire a bordo. Lungo la Via Plaia ci colpisce l’insegna di un piccolo negozio di alimentari che recita: “La Cambusa. Cose sane e sarde”.

La Cagliari del porto ha l’odore del lavoro, quello duro che fa smuovere bestioni galleggianti le cui enormi eliche sporcano l’acqua e delle pilotine che li accompagnano in entrata e in uscita, ignorando la loro evidente inferiorità nelle dimensioni. Percorriamo un cavalcavia che passa sopra la Laguna di Santa Gilla e arriviamo nel borgo dei pescatori composto da minuscole casette colorate. Sant’Efisio è portato alla chiesetta a lui dedicata, all’interno di un complesso che comprende un cortile su cui si affacciano alcuni edifici adibiti tra l’altro a ristorante. Quando arriviamo, il luogo è deserto e alcune sedie di ferro battuto proiettano la loro ombra sul pavimento del cortile. La chiesa è piccola e sormontata da una cupola ricoperta di maiolica colorata. Riascoltiamo con la mente i racconti sulla processione: a questo punto al santo sono fatti indossare degli abiti da viaggio e i suoi gioielli sono sostituiti con altri meno appariscenti. Dal cocchio che fin qui l’ha trasportato, il Efisio è fatto salire a bordo di un veicolo, che gli permette di muoversi fuori città. La sua strada è ancora lunga, ma i percorsi della fede non si misurano in chilometri. Noi torniamo verso la città con la consapevolezza di aver avuto il privilegio di guardare Cagliari profondamente negli occhi, scovandovi un sorriso che Casteddu è sempre pronta a regalare ai suoi visitatori.
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Informazioni utili:

La Festa di Sant’Efisio si svolge ogni anno dal 1. al 4 maggio, giorno in cui il Santo fa ritorno in città.

Nel quartiere di Villanova, l’Arciconfraternita della Solitudine che ha sede nella chiesa di San Giovanni Battista porta avanti la tradizione della rievocazione della Passione di Cristo nella Settimana Santa. Quest’antica forma di teatro religioso coinvolge diverse chiese del centro storico e oltre ad avere valore religioso e simbolico, è un’emozionante opportunità per scoprire la città di Cagliari, i suoi tesori d’arte e le potenzialità della sua
accoglienza.

Sul sito del Consorzio Turistico Sardegna Costa Sud
www.sardegnasud.it è possibile prenotare una vacanza completa (hotel, ristoranti, visite guidate) scegliendo tra diverse offerte turistiche selezionate.
info@sardegnasud.it tel. 070 307982

Assessorato al Turismo del Comune di Cagliari
www.comune.cagliari.it
turismo@comune.cagliari.it
www.cagliariturismo.it

26.03.2012

Palazzo Civico

Chiesa di Sant’Efisio in Giorgino

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