Terre d'Europa

“Il mito di Venere”: aperta a Bari la mostra dedicata alla dea della bellezza e dell’amore.

Ivana Tamai

Una splendida mostra dedicata al mito di Venere ha inaugurato la Biblioteca per la Cultura e per le Arti presso l'ex convento di Santa Teresa dei Maschi, nel borgo antico del capoluogo pugliese.


Tiziano, Venere e Amore, Firenze,
Uffizi (foto: Arthemisia)

Veronese, Venere e Marte
presentano a Giove il loro figlio
Anteros, Firenze, Uffizi
(foto: Arthemisia)

Bari (E.T.News) – Dopo il successo di Cipro e di Parigi, Venere torna a farsi ammirare dal pubblico italiano in prima nazionale a Bari con la mostra “Il mito di Venere – Capolavori dai musei di Firenze”.
L’evento celebra l’inaugurazione della nuova Biblioteca per la Cultura e per le Arti che ha trovato la sua sede definitiva nel secentesco convento di Santa Teresa dei Maschi, recuperato alla fruizione pubblica grazie al sapiente restauro finanziato dall’ Unione Europea.
La mostra presenta oltre venti opere provenienti dai principali musei fiorentini, quasi tutte di appartenenza medicea. Un viaggio attraverso i mille volti di Venere, figura mitologica prediletta dalla raffinata e intellettualistica corte fiorentina e dagli artisti dell’epoca in genere.
Dopo l’oblio del Medioevo (notoriamente poco incline ai temi legati alle divinità pagane) fra il Quattrocento e il Settecento nessun artista sfugge al fascino di questa dea nata dal mare, figlia di Zeus, amante di Ares (dio della guerra) e madre di Enea. E ancora dea dell’amore, della bellezza e della fecondità.
Manifesto della bellezza femminile rinascimentale, la Venere quattrocentesca di Lorenzo di Credi, ha subito attratto l’attenzione del pubblico. Stilisticamente vicina a quella, più famosa, di Botticelli, ritrae una bellezza semplice e composta nell’ atteggiamento pudico caratterizzato dal drappeggio che copre parzialmente il corpo roseo. Un’opera trovata per caso, nel 1869, in un sottoscala della villa medicea di Cafaggiolo, poi trasferita agli Uffizi e recentemente restaurata.
La Venere scelta come “testimonial” della mostra è invece quella di Tiziano, nella quale la critica settecentesca avrebbe riconosciuto la moglie stessa dell’artista. Mollemente adagiata su un letto, il corpo sapientemente modellato dalla luce, Venere ci appare in una bellezza aristocratica, vestita solo dei suoi gioielli.
Infine il Settecento di Nicolas Coypel ci trasporta in un’atmosfera veneziana con la sua Venere aggraziata e un po’ leziosa che sembra evocare le statuine di porcellana in stile rococò.
Per ogni Venere c’è una storia, intrisa di mitologia e di significati simbolici, capace di raccontare i mille volti della bellezza che variano per epoca e stile pittorico
Poiché è proprio la bellezza il filo conduttore di tutta la mostra: una bellezza intesa in senso classico come armonia e proporzione. Ora più spirituale, secondo l’influsso della filosofia neoplatonica, ora più sensuale e terrena.
La mostra “Il mito di Venere” si conclude il 15 febbraio 2004, poco prima di un’altra attesissima inaugurazione : quella della nuova sede del museo archeologico progettato da Gae Aulenti.

INFO:
DOVE : Biblioteca per la Cultura e per le Arti – S. Teresa dei Maschi , Strada Lamberti, 4-Bari.
QUANDO : dal 30 novembre 2003 al 15 febbraio 2004; tutti i giorni dalle 10 alle 19.
INFORMAZIONI : 080 / 5213 142 – 5497 448
PRODUZIONE E ORGANIZZAZIONE : Arthemisia.
CATALOGO : Silvana Editoriale.

Condividi su:

Riproduzione riservata © Copyright TidPress per Terre d’Europa.