Terre d'Europa

150° Anniversario Unità d’Italia (1861-2011)
Il Quirinale degli italiani

Paolo Gianfelici


 Da “corazziere” del papa a difensore della Repubblica Romana: il diario inedito di un giovane marchigiano “carabiniere guardia scelta dei Palazzi”

Roma (TidPress) – Le “Harmonies du soir” di Franz Liszt si diffondono sotto la volta a botte della Cappella Paolina nel Palazzo Quirinale. La giovanissima pianista Gloria Campaner interpreta con impeto romantico le note degli accordi arpeggiati. La sua passionalità e ostinazione nell’affrontare il difficile spartito musicale, composto nel 1851, ci ricorda il motivo della nostra visita sul Colle: seguire partendo da Roma, attraverso l’Italia, le orme d’un ragazzo marchigiano della stessa età di Gloria, che più di 150 anni fa si batté con passione ed ostinazione per gli ideali di libertà e unità.

Tramonto da Piazza del Quirinale TidPress

Sulla scalinata della piazza TidPress

“La mia inclinazione, scriveva Carlo Gianfelici nel suo diario inedito, era per il militare ed il mio Paese soggetto al Dominio del Prete non dava che soldati portamoccoli; ed io non avevo persona che avesse darmi una spinta indicandomi in qual parte del mondo era meglio che mi fossi recato. Mio padre a quell’epoca (1840) aveva il grado di luogotenente nei carabinieri e pensò che di quel corpo (che fu disciolto nel 1849 dal Prete per troppo zelo mostrato nei fatti del 1848) esisteva una compagnia a cavallo (30 uomini) presso il Vaticano, comandati dal tenente-colonnello Calderari e portante il nome di Carabinieri Guardia Scelta dei Palazzi. Questi dovevano appartenere a oneste famiglie, alti di statura, ed avere un buon cavallo del proprio; riunendo io queste condizioni e qualità, dietro preghiere di mio padre, il surriferito colonnello mi accettò con piacere. Fu disgrazia, fu fortuna per me che entrassi in questo corpo? Io non so dirlo – so soltanto che fu al Vaticano che presi ad odiare a morte il Governo del Prete”.

“Questa compagnia non aveva altro incarico che di sorvegliare il Palazzo Vaticano o il Quirinale, secondo ove risiedeva il Papa, e stare quattro uomini in anticamera all’appartamento Papale, ed il dovere di seguirlo nei suoi viaggi per lo Stato. Immaginatevi in circa sette anni quante ne ho vedute in quei palazzi e nei viaggi da Roma ad Ancona e viceversa, da Roma per Frosinone – Terracina e viceversa passando per Velletri; da Roma a Civitavecchia; ed a Castel Gandolfo parecchie volte. Di tutto ciò che seppi, vidi, e come spettatore, raccontai al Bianchi – Giovini Direttore del giornale l’Unione stampando questi in undici numeri, uno per ogni domenica quelle mie memorie (fu nell’anno 1857) intitolate i Ricordi d’un Carabiniere della Guardia di Gregorio XVI”.

Non siamo ancora andati in una biblioteca per leggere sulle colonne dell’Unione i ricordi del carabiniere del papa. Immaginiamo siano pieni di particolari piccanti sulla vita del personale ecclesiastico che frequentava il Quirinale (ogni periodo ha il suo bunga-bunga).

Oggi questo palazzo è uno dei luoghi più austeri e solenni di un Paese abitato da persone che per indole non sono mai state né severe, né solenni. La facciata su Piazza del Quirinale è veramente spartana con quel basso torrione difensivo sulla sinistra dell’ingresso principale. Le altre fortificazioni costruite nel corso del Seicento certamente non addolciscono le linee architettoniche del complesso. Il Quirinale all’esterno non emena il fascino splendente di Versailles, di Schőnbrunn o del Sanssouci a Potsdam. La sorpresa è enorme quando, salito lo scalone d’onore, si attraversa una sequenza di sale e saloni arricchiti d’intarsi preziosi, di fregi, di affreschi, di mobili antichi ed enormi sfarzosi lampadari di Murano.

Quando i bersaglieri conquistarono Roma, il 20 settembre 1870, Pio IX ebbe solo tre mesi di tempo per sgombrare il Quirinale e spostare in Vaticano le sue carte ed i suoi arredi. I mobili ed i quadri che oggi si ammirano nelle sale provengono dalle corti italiane (Torino, Napoli, Firenze, Parma ecc ).
Il Quirinale è il simbolo dell’Unità anche per questo: custodisce molti tesori d’arte delle antiche capitali italiane.

Il Palazzo può essere visitato da chiunque lo desideri, senza preavvisi o accrediti, la domenica mattina. Il 2 giugno, festa della Repubblica, è possibile passeggiare anche nei giardini.

Il carabiniere pontificio Carlo Gianfelici sarebbe molto contento nel vedere i bambini accompagnati dalle mamme e dai papà mentre attraversano il cancello ottocentesco di Porta Giardini e si inoltrano nel Viale delle Palme e poi nel labirinto di sentieri delimitati da siepi di bosso, alloro e leccio che disegnano i contorni del giardino “all’italiana”.

Nel 1848, dopo aver lasciato il servizio per il papa, Carlo era a fianco dei piemontesi contro gli austriaci nella pianura Padana. “La guerra per l’Indipendenza della nostra Patria ci recava entusiasmo ed allegria; e quale guerra poteva essere più giusta di quella che andavamo a combattere? Fuori lo straniero, dalla nostra carissima ed amatissima Italia”.
Nel 1849 Carlo è di nuovo a Roma per difendere la Repubblica Romana e battersi sulle Mura Vaticane.

Informazioni utili:

Per le visite al Palazzo del Quirinale:
www.quirinale.it

02.03.2011
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Sala degli specchi Foto Quirinale

Salone delle feste Foto Quirinale

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