Terre d'Europa

La potente magia dei Colli Euganei

Non solo Abano. Cinque tappe imperdibili in un territorio tutto da scoprire

La potente magia dei Colli Euganei

Testo e foto: Brunella Marcelli

Molti conoscono Abano, l’antica “à ponos” (che toglie il dolore), capitale del mondo termale da più di 2000 anni. Insieme a Montegrotto, Galzignano e Battaglia danno vita al più grande bacino termale d’Europa, rinomato per la sua tradizione terapeutica e l’eccellenza delle sue strutture ricettive. Non tutti, però, hanno fatto esperienza dei Colli Euganei, una serie di formazione vulcaniche antichissime che modellano un paesaggio unico, dolce e armonioso, scelto a personale dimora da uomini di cultura e di potere, monaci e regnanti. Ovunque osserviamo la sapiente mano dell’uomo nei perfetti filari dei vigneti, mentre Ville, Castelli, Monasteri e incantevoli Borghi segnano le tappe dei diversi itinerari da percorrere. Un territorio tutto da scoprire, da vivere e da contemplare.

Partiamo da Abano Terme per il nostro viaggio con una benedizione. Decidiamo, infatti, di fare una sosta al Santuario della Madonna della Salute di Monteortone. Entriamo nella grotticina per bagnarci nell’acqua della fontana. Qui, la storia racconta, che nel 1428 il soldato Pietro Falco fu miracolato e guarito dopo aver rinvenuto un’immagine lignea della Vergine. Icona conservata all’interno della Chiesa, a tre navate, decorate con pregevoli affreschi quattrocenteschi. Da segnalare anche il cinquecentesco ex convento agostiniano annesso alla Chiesa che reca al suo interno un Chiostro Rinascimentale con vera da pozzo originale del XVI secolo.

Abbazia di Praglia

Tra i numerosi Conventi ed Eremi che impreziosiscono le sommità delle colline, l’Abbazia Benedettina Santa Maria Assunta di Praglia, in località Teolo, si staglia nella sua imponenza: testimone dei secoli che l’hanno attraversata. Monastero fondato nell’XI secolo per iniziativa della famiglia Maltraversi, deve il suo nome al termine medioevale “pratalea” (località tenuta a prati) riferendosi con molta probabilità all’opera di bonifica e messa a coltura delle terre paludose dell’area, avviata nel Medioevo grazie ai benedettini. Il sito è un monumento di arte, cultura, storia e fede. Una stratificazione di vita e di sapere ancora oggi vivo e vibrante come un ponte tra un passato ancora presente e un presente che brulica di attività. Con circa 40 membri, la Comunità (maschile) di Praglia è infatti la più numerosa d’Italia. Ci guida alla scoperta del luogo, l’Abate in persona, Stefano Visintin. Fisico nucleare, ha trovato nella pratica benedettina, una via naturale di continuità con la sua ricerca. L’approfondimento di un percorso esistenziale che vede la trascendenza come un approdo coerente per le questioni metafisiche che animano l’umano. Il luogo è un monumento che diventa documento nel dispiegarsi della storia, tra Medioevo, tardo gotico e Rinascimento. Visitiamo la chiesa abbaziale, la loggetta Fogazzaro, il refettorio monumentale e la Sala del Capitolo. Durante il percorso abbiamo modo di ammirare tre dei quattro chioschi (pensile, botanico e rustico).

La narrazione dell’Abate si fa ancora più efficace quando si entra nel vivo delle attività che rendono il Complesso forse unico nel mondo. La sua Biblioteca è Monumento Nazionale e contiene circa 100 mila volumi, mentre il suo Laboratorio del restauro del libro e di opere d’arte su carta è un luogo di eccellenza. Fondato nel 1951 è uno dei centri più importanti per il restauro di beni culturali cartacei e membranacei. Tra i numerosi lavori, ricordiamo quello di recupero e di primo intervento sul materiale alluvionato di Firenze e Venezia del 1966 (circa 4000 volumi).

Proseguiamo la nostra visita di scoperta nelle Cantine dell’Abbazia. Strumenti innovativi di tecnologia enologica ben si integrano tra i suggestivi spazi quattrocenteschi. Camminiamo in penombra tra le volte antiche. E’ qui che si rinnova il miracolo del “bonum vinum purum”, quello di cui parlano documenti di quasi mille anni fa. Una tradizione che ha contribuito a modellare il paesaggio agrario circostante, diffondendo la cultura della vite e dell’ulivo. Oggi, una vinificazione di alta qualità produce vini di eccellenza. All’interno dell’Abbazia c’è poi Il Laboratorio Cosmetico Apis Euganea per la creazione di creme e un Laboratorio Erboristico che produce tisane, infusi e prodotti fitoterapici. Dai prodotti della terra al cielo, la scienza del cielo stellato per arrivare a Dio. L’Abbate ci porta a vedere l’Osservatorio Astronomico che si trova su un torrione all’interno dei giardini del complesso monumentale. Il progetto prevede un osservatorio di moderna concezione contelescopio di grandi dimensione per l’osservazione notturna dei cieli. “E quindi uscimmo a riveder le stelle”: come diceva il Sommo Poeta”.

Villa dei Vescovi

Equilibri e Armonie celestiali riportate in terra. E’ ciò che si prova al primo sguardo, osservando la Villa dei Vescovi di Luvigliano di Torreglia. Posta nel cuore dei Colli Euganei è un importante esempio di dimora del Rinascimento pre-palladiano. Ispirata ai temi della classicità, la villa cinquecentesca fu realizzata dal pittore-architetto Falconetto sotto la direzione di Alvise Cornaro e concepita come casa di villeggiatura del vescovo di Padova Francesco Pisani. Colpisce come le perfette geometrie degli spazi dialoghino con il paesaggio circostante, in un gioco di specchi e di rimandi: una sorta di amorosa corrispondenza tra Natura e Cultura che alleggerisce il cuore del visitatore perché la bellezza nutre l’anima.

Donata al FAI dalla famiglia Olcese, la Villa dei Vescovi mantiene intatto il suo fascino di luogo capace di ispirare ed elevare: un luogo per concedersi di nuovo il tempo della riflessione. Legato a uno stile di vita salubre a contatto con la natura anche il complesso di Villa Bassi Rathgeb, il quale rientra nella tipologia della “Villa Veneta” di ascendenza palladiana, in quanto luogo di attività agricole e di svago. Edificata nel decennio 1566-1576 per volontà di Giovanni Antonio Secco, fu poi rimaneggiata all’interno nella seconda metà del ‘700 dai nuovi proprietari, i marchesi Dondi dell’Orologio che ampliarono anche il giardino all’italiana. Impreziosisce la struttura la loggia destinata all’accoglienza degli ospiti. Le decorazioni dai perfetti accostamenti cromatici e le finte architetture aprono prospettive e scorci da dove figure di servi e musici accolgono il visitatore, intonando un concerto di benvenuto, ora come allora. Dal 2018 ha però cambiato vocazione: è diventata Museo Civico della città di Abano e sede di eventi espositivi e culturali. Attualmente ospita la collezione Bassi Rathgeb che comprende: mobili, armi antiche, una raccolta di reperti archeologici e una pinacoteca con opere che vanno dal XVI al XIX secolo.

Altro luogo dello spirito in tutti i sensi è il Museo Luxardo, sorprendente contenitore avveniristico di memorie anche dolorose, quelle di una famiglia-azienda, simbolo della tragedia delle Foibe, resistente agli urti della vita e capace di una continuità che attraversa sette generazioni. Nel percorso museale, nei video a forte impatto emotivo, nell’esposizione dei prodotti storici (Maraschino, Sangue Morlacco e Marasche al frutto) valorizzati come opere d’arte, la storia familiare e aziendale si fondono, rispecchiandosi nei valori di un’efficace logica d’impresa che da Zara, in Dalmazia li ha portati sul tetto dell’eccellenza liquoristica nel mondo, passando per i Colli Euganei. Dove i Luxardo, dopo le vicende belliche, hanno ricostruito la loro produzione.

Lasciamo il paesaggio collinare per tornare alla base, Abano Terme, l’epicentro da cui era partito il nostro viaggio di scoperta. Ad accoglierci l’atmosfera Belle Epoque del Grand Hotel Trieste & Victoria, centro termale d’eccellenza. Molto più di un albergo, qui si è fatta la storia. Inaugurato nel 1912, l’hotel fu utilizzato anche da ufficiali e militari durante le fasi finali della guerra. Si narra che il generale Armando Diaz soggiornò lì in quei giorni. Una suite storica (la camera 106) conserva arredi d’epoca a memoria di questi accadimenti. Anche questo luogo, come altri visti negli ultimi giorni, reca con sé il fascino di un’epoca passata, reinterpretata in chiave contemporanea come una stratificazione di storie che attraversano lo spazio/tempo e ancora ci parlano. Il gusto del benessere e l’apprezzamento della bellezza non passano mai di moda.

https://praglia.it/
https://fondoambiente.it/luoghi/villa-dei-vescovi
https://www.museovillabassiabano.it/
https://museoluxardo.it/
https://www.gbhotelsabano.it/en/grand-hotel-trieste-e-victoria/

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